
Approvato in aula il Programma integrato di intervento di via Foscolo. Due edifici residenziali di 11 e 8 piani e oltre 6mila metri quadri di verde. L’opposizione: troppo consumo di suolo e traffico ancora più sotto stress.
Approvato dal Consiglio comunale di Monza, il Programma integrato di intervento (Pii) di via Foscolo a firma dell’archistar Stefano Boeri. Il progetto residenziale sull’ex area Automonza - compresa tra via Foscolo, via Pascoli e via Pellico - è una sorta di bosco “orizzontale” in salsa monzese, che segna un nuovo capitolo nella trasformazione urbana del quartiere, con l’obiettivo di riqualificare una porzione dismessa della città. Introdurrà due edifici e oltre 6mila metri quadrati di verde, di cui 3.370 a uso pubblico. Rispetto alla versione adottata a gennaio, il piano ha recepito alcune modifiche sollecitate da cittadini e associazioni: in particolare, è prevista la messa a dimora di nuove alberature e l’adozione di pavimentazioni drenanti per le aree di parcheggio in via Sciesa e via Pellico. Un’attenzione, sottolinea la giunta, verso un maggiore equilibrio tra costruito e ambiente. Secondo la Provincia, il progetto risulta compatibile con gli obiettivi del Piano territoriale provinciale, inclusi quelli su mobilità sostenibile e contenimento del consumo di suolo. Tuttavia, tra i residenti permangono timori legati all’impatto viabilistico, in particolare lungo le arterie già congestionate di via Mentana e via Buonarroti.
Gli studi commissionati dalla Provincia indicano un incremento contenuto dei flussi di traffico, ritenuto non tale da compromettere la rete stradale esistente. Il progetto prevede due edifici residenziali di 11 e 8 piani, per un totale di 12mila metri quadrati, affiancati da parcheggi a raso lungo via Sciesa, via Pascoli e via Pellico (circa 70 posti in superficie), la sistemazione di un tratto della ciclabile di via Foscolo e, entro gennaio 2026, il restauro conservativo del Teatrino di Cederna. La nuova versione del piano – modificata rispetto alla prima del 2015 e alla seconda del 2019 – mira a rafforzare l’integrazione con il tessuto urbano con giardini e percorsi pedonali al posto delle superfici asfaltate e si sviluppa più in larghezza che in altezza. L’approvazione è arrivata con i soli voti della maggioranza. Il centrodestra si è opposto compatto. La consigliera di Noi Moderati, Martina Sassoli, ha ricordato che il progetto sviluppato dalla giunta Allevi nel 2019, pur prevedendo anch’esso due edifici, sviluppandosi più in altezza comportava un minor consumo di suolo (2mila metri quadrati in meno) rispetto all’attuale proposta. I consiglieri Marco Monguzzi (Fdi) e Massimiliano Longo (Forza Italia) hanno invece puntato il dito contro l’aggravamento del traffico che, a loro dire, sarà inevitabile con l’insediamento di 200 nuovi appartamenti.
A loro ha ribattuto il consigliere del Pd Michele Erba: "Anche la variante del 2019 prevedeva gli stessi alloggi, non può essere questo un elemento di discrimine". Più radicale la posizione di Paolo Piffer (Civicamente), che ha criticato l’intero impianto del progetto. "Non risponde ai bisogni della città – sottolinea –. Serve più edilizia popolare, più alloggi accessibili a chi guadagna 1.200 euro al mese. Questo intervento è pensato per un’utenza benestante. Ma noi non siamo Milano. Con i condomini di Boeri non si risolve il problema del diritto all’abitare".