Roberta Bruzzone e i due elementi per riaprire il caso Simone Mattarelli: “Non si è impiccato, è stato ucciso”

Le consulenze hanno evidenziato dna maschile ignoto sotto le unghie del 28enne e sconfessano la fase depressiva causata dall’assunzione di cocaina

I familiari e gli amici di Simone Mattarelli davanti al Tribunale di Busto Arsizio
I familiari e gli amici di Simone Mattarelli davanti al Tribunale di Busto Arsizio

Lentate sul Seveso (Monza Brianza), 3 gennaio 2024 – “Simone non si è impiccato, ma è stato ucciso e avrebbe anche tentato di difendersi, come potrebbe dimostrare il dna maschile diverso dal suo ritrovato sotto le unghie”. Sono passati tre anni dalla morte di Simone Mattarelli, il gommista 28enne di Lentate sul Seveso che il 3 gennaio 2021 venne trovato impiccato all’interno di un’azienda di riciclaggio del vetro a Origgio. Prima di morire, Mattarelli si trovava alla guida di una Bmw e dato che non si era fermato all’alt dei carabinieri, era stato inseguito a lungo dagli agenti.

La Procura di Busto Arsizio non ha accolto la prima richiesta presentata dai familiari del giovane di riaprire le indagini dopo che il caso è stato archiviato come suicidio. Ma i genitori e il fratello di Simone non si danno per vinti e, insieme all'avvocata Roberta Minotti e alla criminologa Roberta Bruzzone, hanno intenzione di ripresentare la stessa istanza, alla luce di due nuovi elementi.

Simone Mattarelli aveva 28 anni quando è stato ritrovato morto in un'azienda di Origgio
Simone Mattarelli aveva 28 anni quando è stato ritrovato morto in un'azienda di Origgio

Il primo è un profilo genetico maschile ignoto isolato dal consulente di parte Pasquale Linarello sotto le unghie di Simone. “Chiederemo che il pubblico ministero individui le persone presenti sul posto e le sottoponga al prelievo del dna – spiega l’avvocata Minotti – Non è certamente semplice, visto anche il tempo trascorso, però i profili ci sono e sono confrontabili”. 

Il secondo elemento viene dall’analisi delle urine. "La Procura sostiene che il suicidio sia stato una conseguenza della fase depressivo-maniacale che subentra alcune ore dopo l’assunzione di cocaina, ma la nostra consulenza dimostra che Simone non era ancora in quella fase, anzi al contrario era sotto l’effetto eccitante della droga”.

I familiari del 28enne sono convinti che Simone non si sarebbe mai suicidato perchè era stato assunto a tempo indeterminato come gommista e ed era in procinto di andare a convivere con la storica fidanzata. Inoltre aveva ricevuto una cospicua eredità dopo la morte del nonno, per cui, per i famigliari, non c’era nessuno motivo che potesse condurlo a compiere il gesto estremo.