Ilaria Salis: “Sì, lo confesso, sono stata militante del movimento di lotta per la casa”

L’europarlamentare ha risposto alle accuse di aver occupato un appartamento a Milano: “Aler sbandiera un credito di 90mila euro, ma vuole solo fare cassa”.

Monza, 21 giugno 2024 – "Sì, lo confesso, sono stata una militante del movimento di lotta per la casa che negli anni ha dato battaglia sul tema del diritto all’abitare, a Milano e in tutta Italia. Se qualcuno pensava di fare chissà quale scoop scavando nel mio passato, è solo perché è sideralmente lontano dalla realtà sociale di tale movimento, che si compone i decine di migliaia di abitanti delle case popolari e attivisti, i quali per aver affermato il semplice principio di aver un tetto sulla testa, sono incappati in qualche denuncia”, ha scritto sul suo profilo Instagram Ilaria Salis, eletta al Parlamento europeo con Avs.

Ilaria Salis,  eletta al Parlamento europeo con Avs
Ilaria Salis,  eletta al Parlamento europeo con Avs

E ha aggiunto: “Sarebbe auspicabile che l’informazione, piuttosto che gettare fango sul mio contro, si dedicasse al contesto di grave povertà e precarietà abitativa nel quale si ritrovano ampie fasce di popolazione. Le pratiche collettive dell'occupazione di case sfitte, il blocco degli sfratti, la resistenza agli sgomberi, gli sportelli di ascolto e la lotta per la sanatoria rappresentano un'alternativa reale e immediata all'isolamento sociale e alla guerra tra poveri, strumentalizzate tanto dalle forze politiche razziste quanto dal racket”.

“Dare una risposta concreta al bisogno dell'abitare significa non solo trovare qui e ora una soluzione, benche' precaria e provvisoria, ad una questione lasciata irrisolta dalla politica istituzionale, ma anche indicare una prospettiva politica di trasformazione delle condizioni materiali di vita nel segno della giustizia sociale. E' con grande orgoglio, dunque, che rivendicodi aver fatto parte di questo movimento e di continuare a sostenerlo”. 

Salis ha poi voluto fare chiarezza sulla sua situazione: “Come è stato ampiamente sbandierato sui media di destra, Aler reclama un credito di 90mila euro nei miei confronti come “indennità” per la presunta occupazione di una casa in via Giosuè Borsi a Milano, basandosi esclusivamente sul fatto che nel 2008 sono stata trovata al suo interno. Sebbene nei successivi sedici anni (!) non siano mai stati svolti ulteriori controlli per verificare la mia permanenza, nè sia mai stato avviato alcun procedimento civile o penale a mio carico rispetto a quella casa, Aler contabilizza tale credito e non si fa scrupolo a renderlo pubblico tramite la stampa il giorno prima delle elezioni”.

Il post Instagram di Ilaria Salis
Il post Instagram di Ilaria Salis

E ancora: “Un grande numero di individui e famiglie spesso prive di mezzi necessari per reagire adeguatamente sono tormentate da richieste infondate di questo genere. Il totale dei crediti contabilizzati da Aler ammonta infatti ad oltre 176 milioni di euro. La pratica di richiedere esose “indennità di occupazione” agli inquilini basata su presupposti a dir poco incerti, è una strategia utilizzata sistematicamente per spaventare gli occupanti e tentare di fare cassa”.

"Mentre molte, troppe persone non vedono garantito il proprio diritto all’abitare e non hanno alternative dignitose se non occupare – in una delle città con gli affitti più cari ricordiamolo sempre – l’ente che dovrebbe tutelare questo diritto sembra essere più interessato a criminalizzare il movimento di lotta per la casa e gli inquilini piuttosto che a trovare soluzione concrete”.

Salis ha concluso: “Nei prossimi giorni condividerò alcuni dati e spunti di riflessione sulla questione abitativa a Milano e in Italia”. E, infine, ha ringraziato “di questo assist per riportare l’attenzione mediatica su un tema che mi sta molto a cuore, perché così cruciale per le classi popolari e i giovani. Mai più gente senza casa, ma più case senza gente”.

La mozione in Regione Lombardia

“Se l'onorevole Salis ha un debito nei confronti di Aler è giusto che paghi, se non ce l'ha non deve pagare”. E’ quanto ha detto, ieri, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a proposito della mozione depositata da Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale della Lombardia per il recupero di un credito da parte di Aler verso Ilaria Salis. “Se esiste questo credito da parte di Aler, credo sia un dovere di Aler agire, per il rispetto nei confronti di tutti i nostri cittadini, nei confronti di Salis” ha aggiunto Fontana. Ilaria Salis avrebbe occupato abusivamente una casa popolare in via Borsi. I legali hanno, però, smentito il fatto.

Onorio Rosati, capogruppo di Avs in Consiglio regionale, ha commentato: “La vicenda contro Ilaria Salis è assolutamente strumentale. Da un nostro riscontro fatto direttamente con la persona, risulta che lei non fosse in possesso di nessun tipo di contratto di locazione e che non avesse mai ricevuto nessun tipo di sollecito rispetto a questi presunti mancati pagamenti. E in più vengono citati dei periodi in cui lei fisicamente non poteva essere all’interno di questo alloggio perché riguarderebbero anche gli ultimi due anni, nei quali Ilaria Salis è risultata prima nel carcere di Budapest e poi agli arresti domiciliari. Sarebbe dignitoso prevedere il ritiro della mozione”.

Il carcere a Budapest

Ilaria Salis è stata rinchiusa per 15 mesi in un carcere di Budapest, in Ungheria, in condizioni che non rispettavano i diritti garantiti ai detenuti, in attesa dell’esito del processo in corso che la vede imputata per lesioni ai danni di due militanti neonazisti. E’ finita ai domiciliari a fine maggio. Quando è stata eletta con Avs alle Europee ha potuto usufruire dell’immunità parlamentare ed è tornata a Monza.