
Negozi e supermercati di cibo etnico aprono e chiudono nel giro di un anno o anche pochi mesi. Quelli stabili,...
Negozi e supermercati di cibo etnico aprono e chiudono nel giro di un anno o anche pochi mesi. Quelli stabili, oltre i dieci anni di attività, saranno una decina fra viale Libertà, via Cavour e via Mentana.
"Attualmente fra i commercianti di cibo etnico - spiega Alessandro Fede Pellone (nella foto), segretario Confcommercio Monza Brianza e Milano - abbiamo una quarantina di iscritti. Sono soprattutto cinesi e sudamericani. Facciamo più fatica a entrare in contatto con gli arabi. Gli stranieri cercano i sapori di casa, perciò si tratta di attività che funzionano, ben inserite nel tessuto commerciale del territorio". La provincia di Monza e Brianza sta diventando un agglomerato sociale sempre più multietnico. Dai dati Istat del 2024 (trasmessi all’Ufficio statistica del Comune di Monza), sono circa 15mila gli stranieri a Monza, il 12,2% della popolazione. Un terzo (5.900) è europeo, circa 3.100 arrivano dall’Africa, 60 dal Nord America, 2.700 da America centrale e Sud America, 3.600 dall’Asia e meno di dieci dall’Oceania.
In particolare, il gruppo più numeroso è quello dei romeni, (circa 2.100), poi egiziani (1.500), peruviani (1.100) e un migliaio gli ucraini. I cinesi dichiarati all’anagrafe sono circa 600, altrettanti i filippini. Diventa, comunque, sempre più difficile identificare le singole provenienze nel dettaglio, perché molti prendono la cittadinanza e quindi rientrano a tutti gli effetti tra i cittadini italiani. Si identificano, però, nei negozi di cibi etnici perché molti di loro cercano i cibi e soprattutto gli aromi di casa.
Nel 2020 gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono stati 292, cresciuti di anno in anno fino agli 802 del 2023. Nel tempo hanno ormai superato le 2.300 unità. I nuovi italiani crescono anche in Brianza, passando da 1.821 nel 2020 a 3.413 nel 2023.
Lavorano nell’edilizia, fanno i muratori o gli imbianchini, nel commercio, soprattutto cinesi e pakistani, come badanti o come operatori sociosanitari, in particolare ucraini, moldavi e sudamericani, oppure come autotrasportatori o nelle imprese di servizi.
C.B.