BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Fimer, Vimercate si schiera con i 400 lavoratori: via libera in Consiglio al documento “per salvare posti e futuro”

La votazione dopo l’arrivo di Celementy, il fondo inglese è stato scelto dal cda per scongiurare il fallimento

I lavoratori davanti al municipio

I lavoratori davanti al municipio

Vimercate (Monza e Brianza) – La città si schiera compatta a fianco dei 400 lavoratori di Fimer, il colosso del fotovoltaico in bilico da quasi due anni. In aula, a Vimercate, passa all’unanimità l’ordine del giorno del centrosinistra "per salvare posti e futuro" dopo l’arrivo sulla scena di Clementy, il fondo inglese scelto dal Cda per scongiurare il fallimento e traghettare l’azienda fuori dalle secche della crisi.

Il Consiglio comunale ha incaricato il sindaco Francesco Cereda di seguire la vertenza da vicino e di ricorrere a tutti i mezzi possibili "per evitare i licenziamenti". Un mandato chiaro dalla politica che cancella le differenze "per il bene delle famiglie coinvolte". Federica Villa di Indipendenti a Sinistra ha ricordato "il paradosso che vive il personale in un settore come quello dell’energia solare in crescita e nonostante tutto in una fase di incertezza occupazionale". Giovanni Sala (Noi per Vimercate) ha aggiunto che "l’auspicio è che si possa trovare un accordo tra Tribunale, consiglio di amministrazione e nuovo acquirente entro un mese".

Mentre Susi Rovai del Pd ha proposto di ospitare gli operai in aula, a settembre. La decisione sul futuro dell’impresa spetta al giudice: il 21 agosto il tribunale di Milano dirà se l’accordo con i britannici ha le basi per dare un futuro al marchio di casa, oppure, no aprendo la strada al crac. La vicenda coinvolge anche il sito toscano di Terranuova Bracciolini, nell’aretino, dove ci sono 300 addetti.

Cereda in queste settimane potrà esercitare quella “moral suasion", il potere di persuasione fra le parti che le istituzioni hanno in questi casi. Niente di formale, ma il peso della reputazione in una società come quella di casa conta. E qui c’è in gioco anche quella. Fim e Fiom lanciano un appello alle istituzioni "perché riesaminino la situazione e chiedano agli investitori di dimostrare la loro disponibilità finanziaria". La Regione Toscana ha chiesto al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso "di convocare con la massima urgenza il tavolo nazionale di crisi sulla vicenda. Preoccupano – chiarisce la nota della Regione – la tenuta economica della società in questa fase, l’assenza di chiarezza sull’intero percorso e le continue divergenze interne alla governance aziendale".