ALESSANDRO CRISAFULLI
Cronaca

L’esercito sbarca in Brianza: militari in azione per arginare le baby gang e la violenza nelle stazioni

Obiettivo prevenzione dopo i numerosi casi di rapine e aggressioni degli ultimi mesi

L'esercito sbarca a Monza

L'esercito sbarca a Monza

Monza, 2 settembre 2023 – Una risposta forte e chiara al fenomeno delle baby gang e della violenza che, in varie forme, spesso, troppo spesso, si impadroniscono di treni e stazioni. Terrorizzando i pendolari e, in genere, tutti i fruitori di questi luoghi di passaggio e confine insieme. È questo il significato chiave, e l'obiettivo principale, dell'arrivo dell'esercito in Brianza. Con i 15 militari che, nell'ambito del progetto “Strade Sicure”, hanno preso servizio tra Monza, Lissone e Seregno. L'intenzione, infatti, è quella di attivare una forma di prevenzione contro tutti i fenomeni di microcriminalità che pervadono le stazioni e i luoghi sensibili del territorio brianzolo, disincentivando bande di ragazzini e “lupi solitari” a mettere in atto i propri piani contro – spesso – giovanissime vittime, studenti e studentesse, ma non solo.

Un modo anche, molto visibile, per aumentare il senso di sicurezza di tutti coloro che sono soliti frequentare quegli spazi e, oggi, sono costretti a tenere sempre gli occhi aperti e guardarsi alle spalle. Negli ultimi mesi, gli episodi sono stati numerosi. Così come pronta è stata la risposta delle forze dell'ordine, con diverse operazioni e arresti. Ma per fermare l'escalation – che rischia ogni volta di trasformarsi in tragedia – è il momento di lavorare molto anche sulla prevenzione.

Come nel gennaio di quest'anno, quando un 14enne di Lentate è stato aggredito e lanciato sotto un treno in corsa, nella stazione di Seregno, mentre difendeva la sua felpa di marca da una baby gang di coetanei. Ma sono numerosi i casi anche di rapine sui treni, sempre ai danni di minorenni, con diverse bande formate da ragazzini italiani e stranieri che sono state sgominate. Agivano a volte a freddo, altre attaccando bottone con la scusa di una sigaretta. Minacciando, anche con coltelli in mano e, all'occorrenza, passando dalle parole ai fatti con veri e propri pestaggi.