STEFANIA TOTARO
Cronaca

Monza, vendevano droga nel parco in pieno centro: 5 pusher patteggiano

Arrestati in un blitz lo scorso febbraio, avevano trasformato l’area verde tra le vie Gramsci e Artigianelli in una centrale dello spaccio

Il blitz degli agenti di polizia con l'aiuto del cane antidroga

Il blitz degli agenti di polizia con l'aiuto del cane antidroga

Monza, 12 Settembre 2023 - Pene fino a 2 anni e 8 mesi di reclusione per i pusher nigeriani che avevano trasformato il parchetto tra le vie Gramsci e Artigianelli in una centrale di spaccio di droga a cielo aperto nel centro della città. Le hanno concordate con la Procura di Monza cinque imputati che hanno scelto di patteggiare all'udienza preliminare davanti alla giudice del Tribunale di Monza Francesca Bianchetti. Oggi la giudice ha accettato i patteggiamenti, riservandosi di decidere sulle richieste di modifica della custodia per quelli ancora in carcere. A questi cinque imputati, per cui la pm della Procura di Monza Sara Mantovani aveva chiesto ed ottenuto il giudizio immediato perché destinatari di misure cautelari, se ne aggiungono un'altra dozzina per cui si attende la richiesta di rinvio a giudizio.

Il blitz

Il blitz degli uomini della Questura di Monza per restituire i giardini pubblici ai cittadini era scattato lo scorso febbraio nei confronti di 12 nigeriani, quasi tutti richiedenti asilo politico e 5 marocchini irregolari sul territorio nazionale, che ogni giorno si radunavano per spacciare nel giardino pubblico.

Droga a fiumi

Gli inquirenti avevano accertato 2500 cessioni di droga per mezzo milione di euro nei giardinetti, dove gli spacciatori esercitavano un vero e proprio controllo del territorio, presidiandolo ogni giorno in almeno una ventina, in modo così capillare da farsi portare i pasti sul posto, dove bivaccavano accanto ai giochi per i bambini e monitoravano costantemente gli accessi. Di fatto sottraendo lo spazio verde ai cittadini, spesso mamme e bambini. La droga, cocaina, hashish e marijuana, arrivava dai Balcani e i marocchini curavano il livello intermedio dell'approvvigionamento, mentre i nigeriani spacciavano al dettaglio.