STEFANIA TOTARO
Cronaca

Dal maxi raggiro al riciclaggio: finanziere in congedo alla sbarra

"Forniva indicazioni su come formare le false fatture, predisponeva le relazioni di presentazione delle società per le richieste di finanziamento,...

Un’aula del Tribunale di Monza

Un’aula del Tribunale di Monza

"Forniva indicazioni su come formare le false fatture, predisponeva le relazioni di presentazione delle società per le richieste di finanziamento, oltre a contribuire al successivo riciclaggio dei profitti fraudolentemente ottenuti, con l’individuazione di appositi canali esteri".

L’ex finanziere delle Fiamme Gialle di Monza in congedo, Alessandro De Domenico, residente a Bernareggio, già condannato dal Tribunale di Monza a 5 anni di reclusione per corruzione con alcuni cinesi per avvisarli dei controlli e per il presunto business dei permessi di soggiorno ad egiziani, per cui nel 2019 era stato arrestato insieme a un poliziotto in servizio a Milano, ora si ritrova nuovamente alla sbarra davanti ai giudici monzesi per le presunte truffe transnazionali che hanno portato la Guardia di Finanza di Como a eseguire 19 ordinanze di custodia cautelare. In carcere erano finiti il broker bresciano agente della parte lesa Banca Progetto, Marco Savio, il lecchese Ernesto Maria Cipolla, ritenuto a capo dell’associazione a delinquere che ha portato al sequestro di 6 milioni e 700mila euro, il presunto sodale di Cipolla, il milanese Simone Iacone, il commercialista lecchese Michele Migliore e il collega milanese Paolo Attilio Remo Cotini e i presunti riciclatori, il varesino Maurizio Ponzoni e il monzese Massimiliano Musa.

Per Alessandro De Domenico, che per gli inquirenti "lavorava a stretto contatto con Cipolla e Iacone" erano scattati gli arresti domiciliari.

Sono 28 complessivamente gli indagati a vario titolo per truffa, bancarotta, riciclaggio, autoriciclaggio e false comunicazioni sulle società. Le indagini della Guardia di Finanza di Como, coordinate dalla Procura di Monza, sono partite da una società con 4 dipendenti fino al 2018, che nel 2020 aveva ottenuto un finanziamento bancario garantito dallo Stato di 25mila euro e non l’aveva più restituito, nella cui sede in via Biancamano a Monza da 2 anni la portinaia "non vedeva arrivare nessuno". Ma la difesa dell’ex finanziere sostiene che la competenza territoriale non è a Monza ma ha a che fare con Praga, dove avevano sedi le società ritenute coinvolte. Ai giudici monzesi la decisione.

S.T.