
Un’aula del Tribunale di Monza
"Forniva indicazioni su come formare le false fatture, predisponeva le relazioni di presentazione delle società per le richieste di finanziamento, oltre a contribuire al successivo riciclaggio dei profitti fraudolentemente ottenuti, con l’individuazione di appositi canali esteri".
L’ex finanziere delle Fiamme Gialle di Monza in congedo, Alessandro De Domenico, residente a Bernareggio, già condannato dal Tribunale di Monza a 5 anni di reclusione per corruzione con alcuni cinesi per avvisarli dei controlli e per il presunto business dei permessi di soggiorno ad egiziani, per cui nel 2019 era stato arrestato insieme a un poliziotto in servizio a Milano, ora si ritrova nuovamente alla sbarra davanti ai giudici monzesi per le presunte truffe transnazionali che hanno portato la Guardia di Finanza di Como a eseguire 19 ordinanze di custodia cautelare. In carcere erano finiti il broker bresciano agente della parte lesa Banca Progetto, Marco Savio, il lecchese Ernesto Maria Cipolla, ritenuto a capo dell’associazione a delinquere che ha portato al sequestro di 6 milioni e 700mila euro, il presunto sodale di Cipolla, il milanese Simone Iacone, il commercialista lecchese Michele Migliore e il collega milanese Paolo Attilio Remo Cotini e i presunti riciclatori, il varesino Maurizio Ponzoni e il monzese Massimiliano Musa.
Per Alessandro De Domenico, che per gli inquirenti "lavorava a stretto contatto con Cipolla e Iacone" erano scattati gli arresti domiciliari.
Sono 28 complessivamente gli indagati a vario titolo per truffa, bancarotta, riciclaggio, autoriciclaggio e false comunicazioni sulle società. Le indagini della Guardia di Finanza di Como, coordinate dalla Procura di Monza, sono partite da una società con 4 dipendenti fino al 2018, che nel 2020 aveva ottenuto un finanziamento bancario garantito dallo Stato di 25mila euro e non l’aveva più restituito, nella cui sede in via Biancamano a Monza da 2 anni la portinaia "non vedeva arrivare nessuno". Ma la difesa dell’ex finanziere sostiene che la competenza territoriale non è a Monza ma ha a che fare con Praga, dove avevano sedi le società ritenute coinvolte. Ai giudici monzesi la decisione.
S.T.