REDAZIONE MONZA BRIANZA

Come uccelli caduti dal nido. Regole per salvare i piccoli pennuti

I consigli dell’Enpa: con le alte temperature sono tanti gli animali in difficoltà

Sono molti i pennuti soccorsi malamente dopo una caduta dal nido

Sono molti i pennuti soccorsi malamente dopo una caduta dal nido

Enpa Monza e Brianza, sempre disposta a fornire il proprio aiuto agli animali in difficoltà, in questi mesi di caldo torrido si trova a dover gestire numeri eccessivi di nuovi arrivi. Si tratta specialmente di nidiacei che cadono dal nido a causa delle alte temperature e, avvistati da persone sensibili alla salvaguardia animale, vengono portati subito nei rifugi. È un bene che queste persone intervengano ed Enpa Monza, per fare in modo che tutto avvenga nel modo corretto, ha voluto diffondere qualche consiglio utile. Prima di tutto, quando ci si trova davanti a un animale in apparente difficoltà, è fondamentale capire se sia il caso di soccorrerlo o se la situazione sia nella norma.

Per quanto riguarda alcuni volatili, infatti, non tutti quelli trovati a terra sono in un’effettiva situazione di pericolo, anzi, molti sono sotto il controllo dei propri genitori e non andrebbero spostati. Per verificare quali animali sono da soccorrere Enpa consiglia di contattare i Cras della zona, a Vanzago e Calolziocorte. Nel caso in cui l’animale si trovi davvero in difficoltà si deve agire in maniera differente a seconda della specie. Gli animali selvatici vanno portati direttamente al Cras mentre gli animali trovati nel territorio di Monza e Brianza, che non vengono accolti al Cras, possono essere portati al canile rifugio di Enpa Monza, possibilmente previo accordi telefonici, necessari per motivi organizzativi. Oltre al preavviso, per avere maggiori possibilità di successo nel salvataggio dell’animale, è necessario che in trasporto avvenga nel minor tempo possibile e in sicurezza. L’ideale sarebbe, nel caso dei volatili o di piccoli animali, riporli in una scatola chiusa e forata, in modo tale che ci sia ventilazione. Per assicurare calore e morbidezza andrebbe riposto un telo all’interno della scatola, di un tessuto che non rischi di sfilacciarsi. Quando l’animale è vigile è possibile provare a idratarlo con acqua e zucchero, facendo cadere qualche goccia ai lati del becco. Mai idratare l’animale mettendo acqua direttamente in bocca e mai offrire cibo, con il rischio di commettere errori fatali. Alcuni errori comuni sono quelli commessi con i ricci che vengono rinvenuti di notte e soccorsi anche senza presenza di ferite o malattie.

I ricci vanno effettivamente aiutati nel momento in cui si ritrovano a vagare di giorno in ambienti come box auto o parcheggi, del tutto lontani dal loro habitat naturale. È dunque un bene soccorrere animali in difficoltà ma è importante farlo al meglio, informandosi su come agire. Per ulteriori informazioni rivolgersi a info@enpamonza.it.

V.M.