MATTIA TODISCO
Inter

Inter campione d’Italia, una cavalcata inarrestabile: dalla vittoria sulla Juve al trionfo nel derby

Un campionato vissuto sempre ai vertici dai nerazzurri: ecco com’è arrivata la seconda stella

Milano – Il ventesimo scudetto dell'Inter è il punto di arrivo di una cavalcata sempre in ascesa. Dall'inizio alla fine, i nerazzurri hanno tenuto un ritmo elevatissimo, schivando anche i rari momenti di poca brillantezza e tenendo dal punto di vista mentale quando la Juventus è rimasta attaccata alla vetta, in pratica fino alla fine del girone d'andata. 

Da subito, la squadra di Inzaghi ha messo le cose in chiaro. A luglio sia il tecnico che la dirigenza hanno piazzato la seconda stella come obiettivo primario e non ci si è mai distaccati da quell'intento. Il campionato è stato caratterizzato da una partenza forte, come non era accaduto a Inzaghi nelle altre due stagioni alla guida.

Una doppietta di Lautaro al Monza, altri due gol al Cagliari, quattro alla Fiorentina. Nove punti con otto gol fatti e zero subiti per presentarsi al primo derby della stagione, che diventa un assolo. L'Inter vince 5-1, Thuram (che veniva da un pre-campionato in cui erano già piovute le prime critiche) incanta segnando una delle reti più belle del campionato. Il francese è una delle chiavi del primato: segna e fornisce assist, sembra tutto tranne che un esordiente in Italia.

Con l'arrivo della Champions nel calendario, Inzaghi rende ancora più chiare le priorità: il turnover si fa in Coppa, i titolari giocano in campionato. L'Inter paga la solita tassa con le emiliane, perde tre punti contro il Sassuolo e altri due col Bologna, in entrambi i casi a San Siro, ma poi riprende la marcia come nulla fosse. Schiva l'ostacolo Mourinho (ancora Thuram a segno con un gol decisivo a una Roma catenacciara), vince in trasferta a Bergamo ed esce indenne dall'Allianz Stadium, prima di dominare in casa dei campioni d'Italia del Napoli.

In periodo natalizio abbandona la Coppa Italia già alla prima uscita (sempre la bestia nera Bologna) e fatica un po' per battere il Lecce al Meazza, ma trova In Bisseck una bella scoperta nel periodo di assenza forzata di Pavard. Il pareggio a Marassi di fine 2023 col Genoa sembra un campanello d'allarme, soprattutto per la prestazione, anche se regala ad Arnautovic un gol insperato e a lungo inseguito, una settimana dopo uno spettacolare assist di tacco a Barella.

Invece l'Inter si presenta nel 2024 infilando una serie di vittorie che abbracciano campionato e Supercoppa Italiana, altro trofeo alzato al cielo battendo Lazio e Fiorentina. Il primo successo dell'anno solare arriva in extremis e tra le polemiche, contro il Verona, quelli successivi sono spesso larghi e senza possibilità di replica.

A febbraio c'è lo scontro diretto contro la Juventus che fa da spartiacque nel testa a testa coi bianconeri, lo decide un'autorete di Gatti. Quindi tre vittorie consecutive con quattro gol di scarto (Salernitana, Lecce e Atalanta). Anche l'Atletico Madrid cede il passo, ma solo 1-0 e al ritorno degli ottavi di Champions sarà un risultato troppo striminzito da difendere: passano i colchoneros. Un grande rammarico, soprattutto perché nel frattempo la Juve crolla e l'Inter mette il turbo. Non si guarda più indietro, concede giusto due pareggi a Napoli e Cagliari ma per il resto continua a mietere punti su punti. Con un distacco già oltre la doppia cifra e il Milan che nel frattempo è diventata la più vicina inseguitrice. Il primo match point arriva al derby. E l'Inter non lo manca, assicurandosi la seconda stella.

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