Caro affitti, Milano verso un nuovo canone concordato metropolitano a cinque fasce

Oggi l’incontro tra sindaci, piccoli proprietari e studenti. Obiettivo: arrivare a un’intesa entro giugno stabilendo tariffe “metropolitane” per le cinque nuove zone

Pierfrancesco Maran durante l'incontro a Palazzo Isimbardi

Pierfrancesco Maran durante l'incontro a Palazzo Isimbardi

Milano – La Grande Milano fa i conti con i canoni d’affitto alle stelle e con la necessità di mettere un freno alla corsa schizofrenica verso gli affitti turistici che spingono fuori famiglie e studenti. Un importante momento di confronto è stato oggi pomeriggio a Palazzo Isimbardi con un tavolo di lavoro per il canone concordato metropolitano. Erano presenti l’assessore alla Casa, Pierfrancesco Maran, il vicesindaco metropolitano Francesco Vassallo, i rappresentanti delle associazioni dei piccoli proprietari immobiliari, i sindacati e le organizzazione studentesche. Invitati i 133 sindaci della Grande Milano.

Obiettivo: accordo entro giugno

Obiettivo, arrivare ad un aggiornamento degli accordi locali “entro il mese di giugno”. L’idea è “fissare una tariffa per ognuna delle fasce che individueremo” spiega l’assessore alla Casa, Pierfrancesco Maran, poi “la faremo salire in base ai metri quadri dell’appartamento”. Il ragionamento sarebbe quello di “coinvolgere i piccoli proprietari, fissando tariffe coerenti con i benefici della legge, ossia una cedolare secca al 10% anziché al 21%, che possa portare non solo ad avere avere numeri massivi ma anche fare da ‘cerniera’ nei confronti di prezzi che oggi sono alti ma potrebbero alzarsi ancora”.

Verso un canone concordato metropolitano

L’intento è “provare a semplificare” rispetto alla moltitudine di accordi già in essere nei singoli Comuni, “guardando al modello Bologna, unico caso di canone concordato metropolitano efficace”.

Il sistema a cinque fasce

L’intento è di semplificare le fasce già stabilite dal Comune per il calcolo del valore di locazione dell’immobile attribuito dall’accordo vigente nella microzona in cui l’alloggio è collocato. Milano, ad esempio, di microzone ne ha 60. L’ipotesi di semplificazione sul tavolo è quella di definire 5 fasce territoriali sull’area metropolitana. Una volta stipulata l’intesa, assicura l’assessore, “vorremmo fare una campagna di promozione anche con i nostri spazi pubblicitari, perché sicuramente è uno strumento poco noto”.

Le richieste al Governo

Poi ci sono le richieste al Governo. A partire, è la posizione più volte ribadita dagli universitari, da “un fondo di sostegno al diritto allo studio e agli affitti di circa 1 miliardo” che si declinerebbe su Milano in 173 milioni.

La posizione degli studenti

Gli studenti, che da settimane protestano con le tende in piazza, ritengono che “il canone concordato non possa essere la soluzione, semmai un pezzettino, un primo passaggio. Il valore medio di una stanza a Milano è di circa 700 euro, un tirocinante ne prende 500, come da normativa regionale”. Il differenziale del 15% dato dal canone concordato, numeri alla mano, non basterebbe. Eppure “l’attenzione della politica in generale è molto bassa: noi stiamo ponendo questioni concrete e ci sentiamo rispondere che vogliamo bere lo spritz in centro. Se questo è il livello del dibattito pubblico, che peccato”.