NICOLA PALMA
Cultura e Spettacoli

Scala, primo giorno a Milano per Ortombina. Il ministro Sangiuliano: “Nessuno ha cacciato Meyer”

Il futuro sovrintendente del Teatro incontra il sindaco Sala a Palazzo Marino e si prepara alla “convivenza” con quello attuale che non ha ancora sciolto la riserva sulla proroga dell’incarico

Fortunato Ortombina all'arrivo a Palazzo Marino dove ha incontrato il sindaco Giuseppe Sala

Fortunato Ortombina all'arrivo a Palazzo Marino dove ha incontrato il sindaco Giuseppe Sala

Primo giorno a Milano per il sovrintendente della Scala in pectore Fortunato Ortombina. Mercoledì 29 maggio, qualche minuto prima delle 10, l'attuale numero uno della Fenice di Venezia ha varcato puntuale le porte di Palazzo Marino per incontrare il sindaco e presidente della Fondazione Giuseppe Sala. Da sabato, Ortombina sarà il sovrintendente designato per iniziare a pianificare le stagioni post 2026 del teatro.

L'incognita sui tempi

L'attuale sovrintendente Dominique Meyer ha il contratto in scadenza il 27 febbraio 2025, ma sul tavolo c'è una proposta di mini-proroga fino a fine luglio 2025, a una settimana dal compimento del settantesimo anno di età e dal superamento dal limite imposto per decreto ai dirigenti degli enti lirico-sinfonici. Tuttavia, l'alsaziano non ha ancora sciolto la riserva sulla sua scelta; e di conseguenza non si sa ancora se Ortombina assumerà l'incarico definitivo di sovrintendente per cinque anni da marzo o da agosto.

Il periodo di affiancamento

Intanto Ortombina inizierà a lavorare sul futuro dall'ufficio che lo stesso Meyer gli ha fatto preparare al primo piano di via Filodrammatici, per una convivenza che potrebbe durare solo otto mesi. Per Ortombina si tratta di un ritorno alla Scala, visto che ci ha già lavorato in epoca Lissner come coordinatore dell'area artistica, per poi trasferirsi a Venezia e iniziare l'avventura professionale che nel 2017 l'ha portato fino alla poltrona di sovrintendente.

L’intervento e la polemica

Sul caso spinoso è intervenuto Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura. “Nessuno ha cacciato Dominique Meyer che resterà nel suo ruolo di sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala – ha detto il ministro – fino alla scadenza del suo contratto. Il Consiglio di amministrazione, composto da persone autorevoli che giustamente non agiscono a mio comando, lo ha ringraziato e ha solo deciso di aprire una fase nuova. Una scelta nell'ordine naturale delle cose. Mi giunge notizia che sarebbe previsto anche un ulteriore riconoscimento economico per il suo lavoro. Sono ministro da un anno e mezzo e quando il suo mandato si concluderà avremo convissuto e collaborato serenamente per due anni e mezzo”. E ancora:  “Meyer è una persona stimabile che ha lavorato bene, ma non si può negare agli organi direttivi della Scala il diritto di aprire una nuova stagione con una persona che ha dimostrato altrettanto valore. Non esiste un incarico a vita, non esiste alcun automatismo giuridico del rinnovo e tantomeno un reato di lesa maestà: ad agosto 2025 Meyer sarà rimasto in carica per oltre cinque anni. Quanto alla norma sull'età pensionabile, questa appartiene a una scelta generale non certo riferita a lui. I magistrati e i professori universitari vanno in pensione a 70 anni. I giornalisti e i diplomatici a 67 anni, così molti alti dirigenti dello Stato. È stata una scelta di buon senso. Per il resto gli faccio i migliori auguri", ha concluso Sangiuliano.