Teatro alla Scala: Don Carlo, la “Bibbia” di Verdi, chiude una trilogia sul potere. Trama e allestimento

L’opera, che un Verdi maturo trasse dalla tragedia di Friedrich Schiller, "Don Carlos, Infante di Spagna", debuttò alla Scala nel 1868. Ora torna sul palco milanese con “sei voci grandissime”

Il Don Carlo è proposto nella versione che Verdi scrisse per la Scala nel 1884
Il Don Carlo è proposto nella versione che Verdi scrisse per la Scala nel 1884

Con il Don Carlo di Verdi che il 7 dicembre 2023 inaugura la stagione lirica della Scala si chiude una 'trilogia del potere’ iniziata con Macbeth di Verdi nel 2021 e Boris Godunov di Modest Petrovic Musorgskij nel 2022. Lo ha ricordato il maestro Riccardo Chailly che nel Don Carlo dirige un cast di stelle che include Anna Netrebko come Elisabetta, Elina Garanca (principessa di Ebolo), Michele Pertusi (Filippo II), Luca Salsi (Rodrigo), e Ain Anger (il grande inquisitore). Protagonista di non minore rilievo il Coro del Teatro alla Scala diretto da Alberto Malazzi. Le scene sono di Daniel Bianco, i costumi di Franca Squarciapino, le luci di Pascal Mérat, i video di Franc Aleu e la coreografia di Nuria Castejón. La regia 'tradizionale’ è affidata al regista Lluis Pasqual che ha voluto dare una lettura shakespeariana dell'opera, mostrando il dietro le quinte del potere.

Don Carlo apre per la nona volta dal 1868

Il 7 dicembre  sarà la nona volta che Don Carlo, capolavoro di Giuseppe Verdi, apre la Stagione del Teatro alla Scala, e si oltrepasseranno le duecento rappresentazioni scaligere dalla prima assoluta milanese del 1868. Si assisterà al Don Carlo che il grande compositore, a 17 anni dal battesimo parigino, l'11 marzo 1867, rielaborò apposta per Milano prosciugando e tagliando, versione poi messa in scena nel 1884.

La ‘Bibbia di Verdi’

L'opera - che ha inaugurato la Stagione Lirica nel 1868, 1878, 1912, 1926, 1968, 1977, 1992 e 2008 - sarà diretta da Riccardo Chailly.

"Il Don Carlo sarebbe un'opera ineseguibile senza sei grandissime voci, ha bisogno di una bravura straordinaria. Il cast è formidabile e ha un'importanza storica per questo teatro. Non è un caso che l'opera venga riconosciuta come la Bibbia di Verdi" ha sottolineato il maestro Riccardo Chailly. "Verdi aveva capito di aver scritto un'opera che avrebbe lasciato il segno e noi lo vogliamo celebrare - ha aggiunto -. Tra le cose che mi colpiscono di più c’è il duetto di Filippo II con Rodrigo nel primo atto e poi nel terzo atto l'incontro tra e Filippo e il Grande inquisitore che tocca vertici novecenteschi ed è qualcosa di sconvolgente".

Per Riccardo Chailly Don Carlo è il compimento di una riflessione sul potere estesa su tre inaugurazioni di Stagione. Ma si tratta anche di un ritorno al Verdi della maturità dopo le tre inaugurazioni dedicate all'evoluzione delle opere giovanili con Giovanna d'Arco nel 2015, Attila nel 2018 e Macbeth nel 2021.

Don Carlo: la trama

"Don Carlo" di Giuseppe Verdi è un'opera in cinque atti basata sulla tragedia di Friedrich Schiller, "Don Carlos, Infante di Spagna" ambientata nella Spagna del XVI secolo.

La storia ruota attorno a Don Carlo, figlio di Filippo II di Spagna, e alla sua relazione con Elisabetta di Valois, che è inizialmente promessa in sposa a Carlo ma poi sposa suo padre Filippo. La trama intreccia intrighi politici, rivalità amorose e conflitti religiosi con l'Inquisizione spagnola.

Don Carlo è tormentato dall'amore non corrisposto per la regina Elisabetta e dalle tensioni politiche che circondano il regno, tra cui una cospirazione di Rodrigo, Marchese di Posa ed amico di Don Carlo. La principessa Eboli, anch'essa innamorata di Don Carlo, contribuisce al dramma con il suo coinvolgimento nei complotti. Il testo, che esplora temi di potere, amore e conflitto ideologico, culmina con una serie di eventi tragici cui la grandiosa partitura di Verdi, sottolinea la profondità emotiva.

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