Violentata alle terme, la turista inglese: “È lui che mi ha aggredito. Riconosco i suoi tatuaggi”

Milano, la giovane ha riconosciuto il 25enne italo-marocchino grazie ai disegni sulla pelle e alle immagini delle telecamere

L’esterno delle Terme di Milano, centro benessere in piazza Medaglie d’Oro

L’esterno delle Terme di Milano, centro benessere in piazza Medaglie d’Oro

Milano, 31 gennaio 2024 – Ha un nome e un volto il ragazzo accusato da una turista inglese di 29 anni di aver abusato di lei in un bagno degli spogliatoi maschili di QC Termemilano, il centro benessere di Porta Romana.

I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Duomo hanno identificato un venticinquenne italo-marocchino e ne hanno segnalato le generalità alla Procura: il fascicolo è stato affidato dall’aggiunto Letizia Mannella, a capo del pool "fasce deboli", al pm Maria Cardellicchio, che ora dovrà decidere quali provvedimenti adottare nei confronti del ragazzo sulla base degli esiti delle indagini e dei risultati degli esami medici del centro specializzato della clinica Mangiagalli. 

L’identikit

Gli investigatori sono partiti dall’identikit tratteggiato dalla donna, che ha parlato in particolare di alcuni tatuaggi ben visibili sul corpo del presunto aggressore.

Quelle informazioni si sono rivelate decisive per intercettare il venticinquenne tra i clienti presenti nella struttura lunedì sera: l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere interne ha rimandato la sagoma di un ragazzo compatibile con la descrizione; dopo averne scoperto il nome, i militari guidati dal maggiore Gabriele Lombardo hanno confrontato la faccia immortalata nei frame con le foto postate sui profili social del venticinquenne, trovando un’evidente corrispondenza tra le due immagini.

Anche la ventinovenne, che martedì sera è ripartita per Londra insieme alle connazionali con le quali ha trascorso un periodo di vacanza all’ombra della Madonnina, lo avrebbe riconosciuto come la persona che l’ha aggredita. La ricostruzione, messa nero su bianco nella querela, parte dalla prima serata di lunedì.

L’incontro

La turista, in compagnia di un’amica, incontra il venticinquenne alle terme e inizia a parlare con lui. Sorrisi, battute, qualche drink bevuto insieme e un primo approccio. Attorno alle 22, il ragazzo la convince a lasciare il cellulare sul tavolino e a seguirlo negli spogliatoi: le telecamere registreranno tutti i movimenti fino alla porta della stanza, senza far emergere atteggiamenti che facciano ipotizzare un qualunque tipo di imposizione da parte del venticinquenne.

L’aggressione, stando al racconto della vittima, avviene all’interno del bagno: lì la ventinovenne sarebbe stata costretta a subìre atti sessuali contro la sua volontà. Lei riesce in qualche modo a divincolarsi e a richiamare l’attenzione dell’amica, ma in quelle prime concitate fasi il ragazzo riesce in qualche modo ad allontanarsi.

La turista non dà l’allarme al personale del centro benessere, ma rientra con i mezzi pubblici nel bed&breakfast di via Marghera dove alloggia: la chiamata al 112 arriva poco dopo le 23 dalla struttura ricettiva in zona Wagner e genera un intervento immediato dei militari del Radiomobile. Inizialmente, la ventinovenne sembra far riferimento a un atto osceno da parte di uno sconosciuto, ma in caserma aggiunge dettagli che cambiano radicalmente il quadro, rendendolo molto più inquietante.

A quel punto, i carabinieri chiamano un’ambulanza, che trasporta la donna alla Mangiagalli per avviare il percorso con medici e psicologi del centro antiviolenza di via della Commenda. È ormai martedì mattina quando l’inglese ritorna in via Moscova per sporgere denuncia per violenza sessuale. Nel giro di poche ore, gli investigatori dell’Arma riescono a identificare il ragazzo. Sotto sequestro gli abiti della vittima, che verranno analizzati per cercare tracce che possano essere utili alle indagini e fornire ulteriori riscontri a quanto riferito dalla ventinovenne.

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