La vasca anti piene del Seveso è pronta: ecco come funziona e quando viene attivata

Se fosse stata in funzione durante l’alluvione del 31 ottobre, avrebbe dimezzato la durata dell'esondazione da sei a tre ore. Restano da completare i tre invasi di Senago, Lentate e Paderno Dugnano. Il cronoprogramma

Ecco la vasca anti-esondazione a Bresso

Ecco la vasca anti-esondazione a Bresso

L'ultima esondazione di una serie infinita, la numero 118 del Seveso in meno di mezzo secolo, è avvenuta il 31 ottobre scorso e ha mandato in tilt tutta l'area che da Niguarda scende fino a piazzale Lagosta, coinvolgendo pure l'Isola e la stazione Garibaldi. Strade come fiumi, cantine allagate, traffico completamente in tilt, residenti e commercianti costretti per l'ennesima volta ad armarsi di spazzoloni per tirar via acqua e fango.

La vasca in funzione

Ora, a meno di due mesi da quell'alluvione che ha provocato decine di milioni di euro di danni, la vasca del Parco Nord, parte di un sistema di quattro invasi, è pronta: il bacino al confine tra Milano e Bresso è oggi un laghetto artificiale con acqua di falda e uccelli acquatici, ma è pronto in caso di piene a diventare l'ombrello protettivo della metropoli con i suoi 250mila metri cubi di volume. "La vasca c'è", afferma l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli. Un progetto concepito nel 2014 e che ora arriva a una prima decisiva svolta. "L'opera affidata al Comune di Milano e Metropolitana Milanese è pronta e funziona", aggiunge l'esponente della Giunta Sala. Per capire l'importanza di questo bacino, basta dire che se fosse stata attiva il 31 ottobre avrebbe dimezzato la durata dell'esondazione da sei a tre ore.

Come funzionerà

In caso di allerta meteo, i tecnici inizieranno a movimentare due gruppi di paratoie. Quelle che sono montate sopra il corso normale del fiume verranno abbassate per "strozzare" la piena e indirizzare l'acqua in eccesso verso il bacino; allo stesso tempo, quelle montate all'imbocco della vasca verranno spalancate per far entrare l'acqua fino a un massimo di 250mila metri cubi. Ad allerta terminata, l'acqua verrà reimmessa nel Seveso. Poi partiranno i lavori di ripulitura del fondo dal fango che si depositerà, con mezzi che spazzeranno la base di cemento prima di riempire nuovamente l'invaso con acqua di falda.

I numeri

Dal 1975 a oggi, il torrente che viene giù dal monte Sasso e che si inabissa sotto la città in via Ornato è fuoriuscito dal tratto tombinato con una media di due volte e mezza all'anno; solo tra il 2010 e il 2023, è accaduto più di venti volte, con il picco delle sei esondazioni del 2014.

Il piano anti-piene

Il progetto prevede la realizzazione di altri tre invasi, parte di un piano complessivo da 142 milioni di euro, di cui 112 finanziati dal Governo, 20 dal Comune di Milano e 10 dalla Regione; senza dimenticare gli altri 23 investiti da Palazzo Lombardia per il potenziamento del canale scolmatore di nord-ovest (quello che parte dal Seveso tra Paderno Dugnano e Palazzolo) e i 7,6 milioni arrivati dallo Stato nel 2019 per consolidare il Redefossi (il canale sotterraneo dove viene confluita l’acqua del Seveso a Milano). Complessivamente, più di 170 milioni di euro per progetti che faticano a concretizzarsi.

Il cronoprogramma

Detto della vasca di Bresso, restano gli altri tre invasi da completare a Senago, Lentate e Paderno Dugnano. Quando entreranno in funzione? Secondo l'ultimo cronoprogramma, comunicato lo scorso 15 settembre dalla Regione, "la vasca di Senago entrerà in esercizio nella primavera del 2024". Per quella di Lentate sul Seveso l’intervento è stato avviato, e per quanto riguarda l’ultima, a Paderno Dugnano, è in corso la progettazione.

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