Incendio a Trezzano Rosa: il destino si accanisce contro la famiglia di Leonardo, morto in strada due anni fa

Coinvolta l’abitazione della famiglia del sedicenne investito e ucciso da un’auto lungo la Padana superiore. Recuperata l’urna con le sue ceneri. La madre: “Ci ha protetti da lassù”

A sinistra mamma Alessandra con Leonardo. A destra, i pompieri al lavoro a Trezzano Rosa
A sinistra mamma Alessandra con Leonardo. A destra, i pompieri al lavoro a Trezzano Rosa

Trezzano Rosa (Milano) – Il corto circuito forse da una presa elettrica, poi il fuoco e il fumo. Tragedia sfiorata in via Roma a Trezzano Rosa, dove un terribile incendio, la notte scorsa, ha devastato due appartamenti e lasciato senza casa due famiglie. Una di queste già duramente colpita dalla tragedia: sono la mamma e i due fratelli di Leonardo Caielli, sedicenne investito e ucciso nell’estate del 2022 sulla Padana superiore. I vigili del fuoco sono riusciti a salvare dal disastro l’urna con le ceneri del ragazzo, e a consegnarla nelle braccia di sua madre. Che ora dice: "Ho perso tutto, ma noi ci siamo ancora, e siamo vivi. Leo ci ha protetto da lassù".

L’incendio si è scatenato l’altra notte intorno alle due e mezza. In uno degli appartamenti mamma Alessandra Brambilla con i due figli e nell’altro una coppia. Sulle cause del rogo per ora solo ipotesi, emerse dai primi rilievi dei vigili del fuoco, per tutta la notte sul posto insieme ai carabinieri. Il racconto della donna: "Non ci siamo resi conto di nulla, l’incendio si è sprigionato al secondo piano. Io e i miei figli dormivamo tutti insieme in taverna. All’improvviso siamo stati svegliati da fortissimi colpi alla porta, era il mio vicino che ci chiamava. Ho gridato "ragazzi, subito fuori!". Poi rientrare in casa è stato impossibile. Il fumo era soffocante".

Sul posto ambulanze e soccorritori, a monitorare le condizioni dei residenti. Poi una lunga notte di lavoro. Poco da salvare. Ieri il drammatico sfogo sui social di mamma Alessandra, che dal momento della perdita di Leonardo non ha cessato un giorno di ricordarlo pubblicamente: "La vita continua a metterci a dura prova. Ho perso tutto. Ho perso i ricordi di mio figlio, ogni cosa. Fortunatamente il mio vicino ci ha svegliato mentre dormivamo in taverna".

Anche questa circostanza, forse, un segno. "Mio figlio dorme spesso in mansarda. Ma non ieri sera". Il paese è mobilitato. In primis il Comune: "Una notte e una giornata difficili e drammatiche - dice il sindaco Diego Cataldo -. Ma è il giorno della solidarietà. Le famiglie sono per ora dai parenti, abbiamo provveduto a reperire alloggi provvisori. Associazioni, gruppi, privati cittadini stanno raccogliendo abiti, coperte e tutto quanto possa servire". Offerte di sostegno volano sul web. Dove c’è chi sceglie di scrivere poche parole: "Alessandra, ti voglio bene".

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