LUCA TAVECCHIO
Cronaca

Testamento di Berlusconi, l’analisi della grafologa: “Segni aggiunti, parole diverse e firma. Ci sono evidenti anomalie”

La grafologa forense Patrizia Giachin analizza i tre documenti con le ultime volontà del Cavaliere: “In quello datato 2022 ci sono differenze che andrebbero indagate”

I tre testamenti di Silvio Berlusconi

I tre testamenti di Silvio Berlusconi

Milano – “I primi due testamenti, quello del 2006 e quello del 2020, non presentano anomalie. L’ultimo invece, quello datato 19 gennaio 2022, ha diversi elementi che andrebbero approfonditi. Ci sono delle incongruenze che, in caso di controversia, potrebbero essere portate in tribunale”. Il testamento di Silvio Berlusconi continua a tenere banco: questa volta, a mettere in evidenza nuovi controversi elementi è una grafologa forensePatrizia Giachin, che ha analizzato la grafia utilizzata dall’ex premier per redigere le sue ultime volontà.

Patrizia Giachin
Patrizia Giachin

Le anomalie dell’ultimo documento

Giachin, consulente del tribunale di Modena, nella sua carriera si è occupata di numerosi casi di testamenti impugnati dagli eredi e osservando i tre diversi documenti redatti dal Cavaliere ha evidenziato elementi di incoerenza “interessanti”, soprattutto per quanto riguarda l’ultimo, quello datato 22 gennaio dell’anno scorso e nel quale, rispetto ai precedenti, sono state aggiunte le donazioni a Marta Fascina e Marcello Dell’Utri e nel quale manca ogni riferimento al figlio Luigi.

Età avanzata e stress

Non è però l’assenza dell’ultimogenito quello che secondo Giachin salta agli occhi quanto, piuttosto, le “evidenti differenze nella grafia, rispetto alle due precedenti versioni”. Elementi che sono sicuramente “imputabili all’età avanzata dell’estensore e allo stato di stress in cui si trovava al momento della scrittura, avendolo scritto poco prima del ricovero in ospedale”, ma che hanno delle peculiarità singolari. 

I segni aggiuntivi

“Le più evidenti – dice Giachin – riguardano le parole “Dalle”, “Berlusconi”, “per”, “quello” e “papà”: dove compaiono tratti d’avvio e segni aggiuntivi che meriterebbero ulteriori e più approfonditi esami grafologici, magari analizzando gli originali. I segni presenti in queste parole, due ascendenti e due discendenti, con un netto segno geometrico, possono essere imputabili a un’indecisione o un’insicurezza, assolutamente non presente nella grafia degli altri due testamenti”.

Le anomalie rilevate dalla grafologa sul testamento del 2022
Le anomalie rilevate dalla grafologa sul testamento del 2022

La firma ristretta

“Altra grande differenza rispetto ai due documenti del 2006 e del 2020 – prosegue l’esperta – sono poi il numero 2, presente nell’intestazione, tracciato in maniera nettamente diversa. Ma la più evidente di tutte è la firma. Nei testi del 2006 e del 2020 la firma è ampia, molto più grande del resto del testo, con la S e la B molto larghe e marcate, nel documento del 2022 la firma si contrae in una sorta di sigla con solo una S seguita da una B e alcuni segni molto ristretti. La personalità che emerge da questa firma contrasta nettamente con quella che emerge dagli altri due testamenti”.

Le firme sul testamento del 2022 e su quello del 2020
Le firme sul testamento del 2022 e su quello del 2020

I “piccoli” milioni

“L’altro elemento macroscopico – dice Giachin – riguarda la parola “milioni”. Che risulta scritta in tre diversi modi nel giro di sole tre righe. In particolare, spicca la netta differenza di dimensione e posizione di quella al punto 2, in riferimento alla donazione destinata a Marta Fascina”.

La parola "milioni" accanto alla donazione per Marta Fascina nell'ultimo testamento di Berlusconi
La parola "milioni" accanto alla donazione per Marta Fascina nell'ultimo testamento di Berlusconi

L’errore su Pier Silvio 

C’è poi un errore nella grafia del nome di Pier Silvio, scritto in una sola parola e con due esse. “Elemento molto insolito in un testamento – sottolinea la grafologa – perché un padre difficilmente sbaglia il nome del proprio figlio, soprattutto in un testamento”.

La parola “dovreste”

Infine – rimarca Giachin – c’è sottolineare la grande anomalia rappresentata dalla parola “Dovreste”, indirizzata ai figli. “In questa parola – spiega l’esperta – la V è scritta in maniera completamente diversa dalle altre, qui è molto arrotondata e chiusa e inoltre la sillaba “Ste” risulta staccata da “dovre” come se fosse una nuova parola. C’è anche da rilevare la scelta grammaticale del modo condizionale, ancora una volta molto insolito per un testamento, dove generalmente l’estensore indica, si potrebbe dire ordina, agli eredi cosa fare”.

Nessuna controversia

In mancanza di controversie tra gli eredi, come sembra essere nel caso di Silvio Berlusconi e dei suoi figli, queste evidenti anomalie sono destinate rimanere delle semplici curiosità o, tutt’al più, altre testimonianze dell’età avanzata del Cavaliere al momento della scrittura e della sua condizione psicofisica, provato dalla malattia e spaventato per l’imminente ricovero.

In caso di impugnazione

Discorso diverso invece nel caso in cui l’armonia familiare dovesse rompersi e qualcuno dei cinque eredi volesse decidere di impugnare il testamento. “In quel caso – ammette Giachin – ci sarebbe parecchio lavoro per i consulenti grafologici, che dovrebbero effettuare analisi approfondite degli originali con indagini strumentalicomparazioni con altri testi autografi”. 

La mano guidata

Nell’eventualità di una controversia, “Le ipotesi – conclude la grafologa forense – in casi come questi, sono varie. Le più frequenti sono comunque la presenza di una persona terza al momento della scrittura del testamento, configurando quella che tecnicamente viene chiamata ‘mano guidata’, e la stesura del documento contro la volontà dell’estensore. Elementi che, se accertati, possono portare all’annullamento del testamento”.