Rho, Giornata in ricordo delle vittime del Covid: “Abbiamo combattuto contro un nemico invisibile, la comunità ha dimostrato di essere forte”

A perdere la vita centinaia di cittadini e due medici di base. Stamattina la cerimonia di commemorazione davanti al memoriale

Commemorazione vittime del Covid Rho

Commemorazione vittime del Covid Rho

Rho (Milano, 18 marzo 2024  - Memoria e commozione stamattina a Rho davanti al Memoriale "Grande Parentesi", nei giardini Giovanni Pesce, in occasione delle Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia di coronavirus. La città ha voluto ricordare centinaia di rhodensi morti per il Covid e due medici di base: Alberto Santoro di Rho deceduto il 19 aprile 2020 a 69 anni, a due mesi dalla pensione; Daniele Rizzi di Cornaredo, morto il 6 dicembre 2020 a 64 anni.

"Ricordo le vestizioni per strada, i dispositivi di protezione introvabili, l’incertezza sulle terapie. Oggi tutto appare così lontano, come il giorno in cui ho dovuto persino scavalcare il cancello di una abitazione per raggiungere una paziente che non riusciva ad alzarsi dal letto. E’ stata una guerra contro un nemico invisibile, che abbiamo cercato di dimenticare, mentre altre guerre combattute con le armi oggi occupano la nostra mente", ha raccontato Vincenzo Maerna, coordinatore dei medici di medicina generale di Rho.

Medici in prima linea sul territorio e negli ospedali. "Abbiamo assistito a tante perdite, su quel male terribile avevamo poche informazioni. Ricordiamo il senso di solitudine estrema, la paura e la sconfitta. Ma la collaborazione tra quanti operavano dentro e quanti agivano fuori dall’ospedale ha permesso che emergesse il senso di comunità - ha ricordato Marco Bosio, direttore generale dell'Asst Rhodense - Non c’erano eroi ma professionisti che hanno svolto la loro funzione, come sanno fare ogni giorno. La nostra sanità pubblica, nonostante venga spesso criticata, sa reagire. Siamo rinati con le vaccinazioni ma abbiamo lavorato al meglio in emergenza e ne sono orgoglioso. Manifesto grande rispetto verso chi non ce l’ha fatta, oggi guardiamo avanti con orgoglio rinnovato". E' stato ricordato anche quello che fatto dalla Caritas cittadina e dalle parrocchie, dalle associazioni e dalla protezione civile.

“Abbiamo combattuto tutti insieme contro un nemico invisibile, che è entrato nelle nostre case mentre non bastava restarci chiusi per essere sicuri di evitare il contagio. Bisognava stare attenti anche ai nostri familiari. Ci ha colpito nel cuore e nello spirito, ciascuno come individuo doveva difendersi da tutti gli altri, anche da amici e persone care – ha ricordato l'assessore e vicesindaco Maria Rita Vergani - Quel male ha mostrato la nostra fragilità come esseri umani e al contempo ha dimostrato la nostra forza come comunità. Rho, come tutte le altre realtà, ha cercato di capire quali risposte dare a un nemico davanti al quale eravamo disarmati. Il Covid ci colpiva negli affetti e occorreva ricostruire una rete tra le persone, tutte abbandonate, tutte sole. La comunità ha risposto benissimo. Ho recuperato una copia di Rho Città in cui erano raccolti i volti di chi si è speso per gli altri in quel periodo per la spesa agli anziani, l’acquisto di farmaci, la distribuzione di cibo a chi faceva fatica, la costruzione di reti di solidarietà, l’adottare un vicino cucinando un piatto in più. Si lavorava fino a tardi, la sera, per capire cosa dicevano i decreti governativi, dove trovare le mascherine da distribuire. E’ stato un grande lavoro e la comunità ha dimostrato di essere forte”.

 

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