REDAZIONE MILANO

Inchiesta Hydra: 80 chiedono riti alternativi

Davanti al giudice si sta celebrando il maxi procedimento nei confronti di 143 persone imputate

Aurelio Errante Parrino, parente di Messina Denaro: il 16 luglio la Procura chiederà il rinvio a giudizio per 63 persone

Aurelio Errante Parrino, parente di Messina Denaro: il 16 luglio la Procura chiederà il rinvio a giudizio per 63 persone

Sono 80 le richieste di riti alternativi presentate al gup Emanuele Mancini davanti al quale si sta celebrando il maxi procedimento nei confronti di 143 persone finite imputate in seguito all’inchiesta "Hydra" della Dda e dei carabinieri del Nucleo investigativo. L’ipotesi ha al centro un "sistema mafioso lombardo" costituito da "appartenenti alle tre diverse organizzazioni", Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra che si sarebbero alleati per fare affari. L’indagine, denominata “Hydra”, era iniziata nel 2019 dopo un’operazione contro alcuni affiliati alla ’ndrangheta a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, a partire dai quali le indagini avevano poi ricostruito una complessa rete di legami e presunti accordi tra diversi gruppi mafiosi accusati di essersi riuniti in un consorzio. Il gip Tommaso Perna nell’ottobre del 2023 aveva rigettato 142 istanze di misura cautelare su 153, disponendo undici arresti e bocciando, in pratica, l’accusa di associazione mafiosa come "consorzio" delle tre mafie. Il Tribunale del Riesame, più o meno un anno dopo, aveva invece dato ragione ai pm e riconosciuto l’associazione mafiosa, disponendo il carcere per 41 indagati. Poi, dopo la conferma anche della Cassazione sulle misure cautelari, sono stati eseguiti i numerosi arresti. Il Riesame e la Cassazione avevano riconosciuto, che in Lombardia negli ultimi anni è esistita, sia dal punto di vista militare con le attività più classiche, come estorsioni e traffici di droga, sia con le infiltrazioni finanziarie, una nuova e unica associazione mafiosa composta da presunti affiliati alle tre mafie. Un gruppo potenziato. Nel frattempo nei mesi scorsi sono state anche rafforzate le misure di tutela delle scorte del procuratore Viola e della pm Cerreti per minacce ricevute e legate proprio all’inchiesta.

Le istanze di abbreviato, tra cui quelle di Giuseppe e Stefano Fidanzati e Bernardo, Domenico e Michele Pace, sono in tutto 72, mentre quelle di applicazione pena sono 8. Il numero però potrebbe ancora salire perché 11 imputati si sono riservati di decidere se chiedere il rito alternativo più avanti. Intanto, in queste settimane e prima della pausa estiva, si andrà avanti con il filone di chi hanno scelto il rito ordinario. La prossima settimana, il 16 luglio, discuterà la Procura che dovrebbe ribadire la richiesta di rinvio a giudizio per 63, tra i quali figura Paolo Aurelio Errante Parrino, parente di Matteo Messina Denaro. Entro la fine del mese, questa è la tabella di marcia, il giudice dovrebbe incamerare tutti gli interventi dei legali nell’ambito dell’udienza preliminare. Dal 10 settembre invece, prenderà il via il processo in abbreviato. La decisione potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. La Giunta Sala ha deliberato la costituzione di parte civile del Comune nel processo: "i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti" da Palazzo Marino "in conseguenza dei fatti ora a processo riguardano principalmente: la lesione dell’immagine dell’ente; il costo delle azioni straordinarie, a carico dell’amministrazione, in conseguenza degli illeciti di cui al processo penale in argomento; il danno morale". Da qui la decisione di far valere le proprie ragioni in aula non solo per eventuali risarcimenti, ma anche "allo scopo di acquisire un’approfondita conoscenza delle vicende criminose e di apprestare migliori azioni di contrasto". Anche la Regione ha annunciato di aver fatto la stessa scelta.