Incendio Truccazzano, dopo 24 ore ancora focolai: cosa sappiamo finora sul rogo nel capannone Arcadia

Milano, non è bastata una notte di lavoro dei vigili del fuoco per domare del tutto le fiamme, causate, pare, da un incidente durante i lavori di ripristino del tetto. In arrivo dal Piemonte un robot per lo “spegnimento intelligente”

Truccazzano, vigili del fuoco impegnati a spegnere gli ultimi focolai

Truccazzano, vigili del fuoco impegnati a spegnere gli ultimi focolai

A ventiquattr'ore dallo scoppio del rogo che ha devastato la logistica Arcadia di via Guido Rossa e precipitato nella paura e nel caos Truccazzano e i centri vicini continua senza sosta il lavoro dei vigili del fuoco: le fiamme sono meno violente, circoscritte e sotto controllo, ma ancora ben visibili e insidiose all'interno dello scheletro del capannone, dove i focolai sono numerosi fra montagne di materiale incenerito e macerie. Non è bastata una notte di lavoro senza interruzione per domare completamente lo spaventoso incendio, provocato, come ormai sembra certo, da un incidente occorso durante dei lavori di ripristino del tetto, in carico a una ditta esterna di manutenzione.

Le certezze arriveranno solo dopo gli ultimi rilievi dei vigili del fuoco e al termine delle indagini degli enti preposti. Si cerca intanto di arginare definitivamente il rischio, con l'ausilio di mezzi specializzati fra cui un robot specifico in arrivo dal Piemonte, efficace per lo spegnimento 'intelligente' dei focolai. Il superlavoro notturno ha sventato l'eventualità peggiore, quello del propagarsi delle fiamme alla farmaceutica, che si trova "a parete" con la logistica incendiata, e alle aziende accanto. Lo spiegamento di forze resta massiccio: vigili del fuoco, carabinieri, polizie locali, le squadre di Arpa costantemente impegnate nei rilievi della qualità dell'aria. Sino a quando non si avranno le risultanze dei monitoraggi, restano ferme le prescrizioni a carico di cittadini, scuole e aziende, concordate durante un vertice serale in Prefettura: niente attività all'aria aperta, invito a tenere chiuse le finestre, astensione dal consumo di prodotti dell'orto e nelle scuole niente ricreazione in giardino.

L'allarme si respira in tutta la zona. Partendo da Cavaione, la frazione di Truccazzano su cui insiste la zona industriale, reduce da una giornata di fuoco, sirene e paura: "Ci dicono di non allarmarci –  così una cittadina –  ma in realtà nessuno sa ancora cosa abbiamo respirato e stiamo respirando. Non sappiamo nemmeno cosa esattamente sia bruciato. Sappiamo solo che brucia ancora, a quasi 24 ore dall'inizio dell'incendio. Chi di dovere ci spieghi, quanto prima, come stanno le cose".

Nella cronaca della mattina anche la visita dei funzionari deputati di Ats a varie aziende agricole della zona interessata alla ricaduta di fumi e polveri, per verificare lo stato di salute degli animali ed ulteriori eventuali problematiche. Una nota di Coldiretti, diffusa in mattinata, chiede la messa in atto di misure "a tutela di cittadini e imprese agricole. Verificare dunque le conseguenze reali del rogo e il suo impatto, con serietà e attenzione, ma senza allarmismi". 

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