Ilaria Salis, presidio in piazza dei Mercanti: “I diritti non sono merci di scambio”

Milano, la manifestazione in centro per chiedere il rilascio dell’insegnante monzese detenuta in Ungheria dall’11 febbraio

Milano – Un presidio per Ilaria Salis è stato organizzato nella mattina di oggi sabato 10 febbraio alla Loggia in piazza dei Mercanti. L’obiettivo del presidio è quello di sensibilizzare i milanesi sul caso della giovane insegnante e militante antifascista detenuta in Ungheria, con l'accusa di aver partecipato all'aggressione di due neonazisti durante una contromanifestazione a Budapest l'11 febbraio 2023, ma il presidio ha anche l’obiettivo di denunciare la situazione delle carceri in Italia.

Il presidio per Ilaria Salis alla Loggia dei Mercanti (Foto Salmoirago)
Il presidio per Ilaria Salis alla Loggia dei Mercanti (Foto Salmoirago)

Al presidio hanno aderito, tra le altre sigle, Anpi Provinciale di Milano, Associazione Enzo Tortora, Cgil Camera del lavoro Milano, Europa Verde Milano, Mai più lager - No ai Cpr, Partito Democratico Milano metropolitana e Sinistra Italiana Milano. I manifestanti hanno esposto lo striscione “Riportiamo a casa Ilaria” e alcuni cartelli con alcune scritte tra cui “Diritti sconfinati”, “Basta diritti ristretti” e “I diritti non sono merci di scambio”.

Il presidio per Ilaria Salis alla Loggia dei Mercanti (Foto Salmoirago)
Il presidio per Ilaria Salis alla Loggia dei Mercanti (Foto Salmoirago)

"Sono rimasto molto colpito dalla dichiarazione che ha fatto il ministro Tajani qualche giorno fa alla Camera dicendo che il Governo non vuole i titoli sui giornali, ma lavora in silenzio mandando un messaggio criptico a chi in questi giorni si sta mobilitando per Ilaria – ha spiegato Luca Paladini, consigliere regionale di Patto Civico – se non ci fosse stata una mobilitazione noi temiamo che in realtà di Ilaria non se ne sarebbe occupato nessuno. Va spezzata però anche la narrazione secondo cui in Ungheria le carceri fanno schifo mentre in Italia abbiamo delle spa, non è così”. Paladini ha poi concluso dicendo che “È un peccato che a Sanremo non si sia parlato di Ilaria, forse è un tema che non porta applausi e standing ovation perché occuparsi delle persone private delle libertà personali non è un tema che fa audience e anche quando Tajani è intervenuto alla Camera l'aula era semivuota”.

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