NICOLA PALMA e CHRISTIAN SORMANI
Cronaca

Giorgio Barbanti, l’amore per la Harley e il viaggio a Capo Nord: il giallo dell’incidente contro il bus a Milano

Il centauro, 53 anni, morto dopo aver tamponato un autobus in via Diomede. Viveva con moglie e due figli alla Garbatola, frazione di Nerviano

Giorgio Barbanti, 56 anni (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Giorgio Barbanti, 56 anni (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Milano, 26 settembre 2023 –  La passione di sempre. I viaggi in America con la moglie, sempre su una due ruote. Lo stemma della Harley Davidson sui social a certificarne l’amore viscerale per lo storico marchio di Milwaukee.

Ricordi e momenti di vita di Giorgio Barbanti, 53 anni, morto domenica sera in via Diomede angolo via Cassino, lungo la strada che costeggia l’Ippodromo. Era proprio in sella alla sua moto quando ha tamponato un autobus Atm della linea 78; con lui c’era anche il figlio undicenne. L’uomo, che lavorava per una ditta di imballaggi a Rho, è stato sbalzato sull’asfalto e ha battuto violentemente la testa: il casco non è riuscito ad attutire il colpo. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime: Barbanti è deceduto subito dopo il ricovero al pronto soccorso del San Carlo. Non preoccupanti invece le condizioni del figlio, trasportato in codice giallo al Niguarda.

Secondo una prima ricostruzione degli agenti della polizia locale, la Harley è andata a sbattere contro la parte posteriore del pullman qualche minuto dopo le 18: forse la conducente quarantacinquenne del mezzo pubblico, sotto choc per l’accaduto, si era fermata per far passare un pedone sulle strisce o per far salire o scendere un passeggero alla pensilina.

Il centauro non si sarebbe accorto dell’autobus in mezzo alla carreggiata e lo avrebbe tamponato: a deporre a favore di questa ipotesi il fatto che sull’asfalto non siano stati trovati segni evidenti di frenata, mentre i danni al mezzo pubblico e alla parte anteriore della Harley danno l’idea di quanto sia stato violento l’impatto. In ogni caso, i ghisa hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona per trovare conferme alla dinamica emersa nei primi minuti.

Resta da capire se sia stata una distrazione a tradire Barbanti, se abbia avuto un malore alla guida o se ci sia un’altra causa per spiegare il tragico incidente. Intanto, c’è una comunità che piange il cinquantatreenne, che lascia la moglie, l’undicenne e un altro figlio: è quella di Garbatola, la frazione di Nerviano dove il padre di Barbanti era arrivato negli anni Sessanta e dove lui era nato nel 1970, restando a viverci con la sua famiglia.

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In paese era molto conosciuto, soprattutto per la passione per le moto. Centauro espertissimo, da giovanissimo era arrivato fino a Capo Nord su una due ruote: "Giorgio era uno di noi, un ragazzo di Garbatola – lo piange un amico –. Il più grande della compagnia di noi giovani e adolescenti. Con lui abbiamo iniziato a girare nei paesi vicini allargando i nostri confini, prima in auto e poi in moto".

Quattro ore dopo lo schianto letale di via Diomede, un altro motociclista è stato coinvolto in un grave incidente sul cavalcavia Buccari, all’Ortica: il trentacinquenne P.C. si è scontrato con un’auto, riportando diversi traumi che ne hanno reso necessario il ricovero in codice rosso al San Raffaele. La prognosi resta riservata, nelle prossime ore potrebbe essere sottoposto a un intervento chirurgico.

(ha collaborato Giulia Bonezzi)