Extra smog in Lombardia, polemiche e danza della pioggia. Fontana rassicura: “Le emissioni sono nei limiti”

"No al panico, penalizzati dal clima". Il Pd: "È negazionismo". I 5 Stelle vogliono un consiglio straordinario. L’esperto di Legambiente: "Tenere i bambini in casa non è la soluzione. Bisognava pensarci prima"

Le polveri nell’aria di Lombardia sono un caso politico. Il governatore Attilio Fontana da un lato punta il dito su "890 impianti di riscaldamento a Milano ancora a gasolio", dall’altro chiede di "non creare panico" e di "distinguere quello che immettiamo in atmosfera, cioè una quantità di inquinanti di gran lunga sotto i parametri voluti dall’Europa" e "la situazione geomorfologica della nostra Pianura Padana".

L’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi difende "il nostro settore agricolo che ha contribuito alla riduzione delle emissioni con percentuali superiori ad altri Paesi che competono in modo sleale" e attacca l’Ue. L’europarlamentare di FdI Carlo Fidanza festeggia la deroga decennale agli obiettivi ambientali spuntata per le zone più penalizzate dal clima. "Risultato terrificante, dà l’alibi alla destra per continuare sulla strada del negazionismo e dell’immobilismo", ribatte il capogruppo del Pd Pierfancesco Majorino, mentre i 5 Stelle chiedono un consiglio regionale straordinario sull’emergenza smog.

In tutto ciò, che fare in attesa della pioggia? "Tenere i bambini in casa non è la soluzione. Non è che l’aria si fermi davanti alla porta", avverte Andrea Causo, direttore di Legambiente Lombardia e responsabile di “Cascina Nascosta”: uno spazio

all’interno del Parco Sempione dove i bambini possono stare a contatto con la natura. Anche in questi giorni di extrasmog, a patto di evitare "attività molto intense, che portano ad aumentare la respirazione. Ovviamente se non ci fosse lo smog sarebbe meglio, ma le nostre attività non sportive. Si tratta di giochi all’aria aperta, laboratori nel verde. In questi giorni cerchiamo di contenere tutto ciò che potrebbe comportare esercizi aerobici, come la corsa o lunghe passeggiate nel parco". In generale, "conviene ricorrere ad attività creative piuttosto che fisiche. Ad esempio giochi da tavolo, oppure disegnare". Non alle mascherine però: "Per i bambini diventano insostenibili", avverte Causo.

Altre precauzioni: per uscire preferire "l’alba e la notte. Bisognerebbe evitare gli orari di punta", quanto alle zone "bisognerebbe evitare quelle vicine a fonti di traffico e inquinamento, ma non esistono zone franche. La qualità dell’aria è pessima" e "l’inquinamento indoor non è meglio di quello outdoor – sottolinea l’ambientalista –. A meno che non ci si doti di purificatori d’aria per uso interno alle abitazioni, e non ci si può barricare e vivere in modo sedentario. È una situazione con cui dobbiamo convivere. Bisognava prevenire, intervenire prima sulle emissioni e sulle attività di spandimento dei liquami nei campi agricoli, una delle principali fonti inquinanti. Nel ventunesimo secolo possiamo ancora fare la danza della pioggia per tornare a respirare?".

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