Elvira Mangini, morta nel lago di Como dopo l’immersione. Il ricordo dei colleghi sub

Sergio Passetti, presidente di Atlantisub: “Era esperta e molto scrupolosa. Siamo tutti sconvolti per la sua scomparsa”

Soccorsi con l'elicottero al Moregallo; nel riquadro, Elvira Mangini

Soccorsi con l'elicottero al Moregallo; nel riquadro, Elvira Mangini

Milano, 4 marzo 2024 – Era “una sub esperta e molto scrupolosa. Elvira è stata una di noi, siamo tutti sconvolti per la sua morte" dice Sergio Passetti, presidente di Atlantisub. Elvira Mangini, la sub milanese che ieri ha perso la vita a 65 anni dopo un’immersione nelle acque del lago di Como antistanti il Moregallo, "era una sportiva, istruttrice subacquea. Per anni ha fatto parte della nostra società, poi ha preferito dedicarsi a immersioni ‘tecniche’, a ridosso dei fondali. Amava viaggiare a questo scopo e anche per turismo".

Mangini, ex veterinaria dell’Ats in pensione da meno di un anno e mezzo, lascia il marito e una figlia. Conosceva bene la zona del Moregallo. Le immersioni subacquee erano la sua passione, coltivata da anni nei momenti liberi dal lavoro. "E una volta in pensione ancora di più - aggiunge Passetti - Mancherà. Era una persona generosa, seria e curiosa".

Ancora da capire cosa sia successo durante l’immersione fatale. "Sicuramente - rimarca Passetti - Elvira sapeva cosa stava facendo: era molto esperta, faceva immersioni da quasi 30 anni. La sua morte è una tragedia. Sono vicino ai suoi cari in questo momento di grande dolore".

Nel curriculum di Mangini si legge: “Appassionata di subacquea, in possesso di brevetti tecnici avanzati con utilizzo di miscele, nel tempo libero mi dedico a immersioni tecniche con utilizzo di apparecchi di respirazione a circuito chiuso”. Era anche istruttore federale subacqueo. 

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