Cibo avariato e cure mediche negate, cosa succede nel Cpr di via Corelli: "Ce li abbiamo i soldi per curargli i denti?”

Centro per il rimpatrio dei migranti, le carte dell’inchiesta di Milano. “Qui persone affette da epilessia, epatite, tumore al cervello, gravi patologie psichiatriche, tossicodipendenti”. E i dipendenti parlano di mancato pagamento di stipendi e Tfr

Milano, manifestazione contro il Cpr di Via Corelli
Milano, manifestazione contro il Cpr di Via Corelli

Milano, 1 dicembre 2023 – Il cibo era "maleodorante, avariato" e "scaduto". La pulizia "lasciava a desiderare: i bagni erano in condizioni vergognose e le camerate erano sporche. L'unica pulizia che veniva fatta era per le parti comuni e anche un po' all'acqua di rose".

Sono alcune delle testimonianze raccolte dalla Guardia di finanza di Milano, nell'ambito dell'indagine coordinata dal pm Paolo Storari con al centro presunti illeciti nella gestione del Cpr di via Corelli a Milano.

Le gravi carenze riscontrate riguardano anche le cure sanitarie per le persone trattenute in attesa di espulsione, tra cui un algerino di 57 anni "cui sarebbe stata asportata la milza nel 2018". Un uomo, secondo le testimonianze raccolte, "non ha potuto effettuare una gastroscopia perché il gestore non pagava il ticket". Un altro "pur avendo il piede fratturato, non ha potuto effettuare la visita per il rifiuto del gestore di pagare". Un terzo uomo, emerge dell'inchiesta, "annientato dal mal di denti non aveva ricevuto cure in quanto il direttore sanitario del centro disse: "Ma ce li abbiamo i soldi per ricostruire i denti a questo ragazzo?".

La società Martinina srl e i dirigenti indagati, secondo le accuse "commettevano frode nell'esecuzione del contratto d'appalto" per la gestione del centro "ponendo in essere espedienti maliziosi e ingannevoli idonei a far apparire l'esecuzione del contratto di appalto conforme agli obblighi assunti". Carenze di servizi in una struttura dove si trovano anche persone "affette da epilessia, epatite, tumore al cervello, gravi patologie psichiatriche, tossicodipendenti considerati idonei alla vita in comunità ristretta". Tra le violazioni riscontrate, anche quelle nei rapporti con gli operatori perché "quasi la totalità dei dipendenti del Cpr hanno riferito di mancati pagamenti del Tfr" e "di parte della retribuzione”.

La nota della Prefettura

"Nella mattinata odierna la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha disposto un accesso presso la sede del Centro di Permanenza per il Rimpatrio – CPR di Via Corelli in Milano, finalizzato all’acquisizione di documentazione dell’ente gestore della struttura. Nell’ambito della costante ed approfondita attività di monitoraggio esercitata dall’Ufficio Territoriale del Governo presso le strutture governative preposte all’accoglienza ed al trattenimento degli stranieri, nei mesi scorsi erano emerse criticità gestionali a carico del medesimo soggetto. In esito all’esame della documentazione, la Prefettura aveva avviato a carico dell’ente gestore un procedimento amministrativo per la contestazione di talune condotte ritenute contrarie agli obblighi contrattuali. Tale procedimento si è concluso quindi con l’irrogazione della massima sanzione convenzionalmente prevista. La Prefettura di Milano aveva anche provveduto ad informare immediatamente gli Uffici della locale Procura sugli esiti della propria attività, trasmettendole anche la relativa documentazione e fornendo la propria massima collaborazione".

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