Cpr di via Corelli, inchiesta per frode: indagati due amministratori del centro. Agli stranieri cibo avariato e scaduto

Inchiesta della Procura di Milano e perquisizioni della Guardia di Finanza nella struttura gestita dalla Martinina srl

La Polizia nel Cpr di via Corelli (Foto di archivio)

La Polizia nel Cpr di via Corelli (Foto di archivio)

Milano, 1 dicembre 2023 – Fiamme gialle a sorpresa nel Cpr, Centro di permanenza per rimpatri, di via Corelli a Milano gestito dalla Martinina srl.

La Guardia di Finanza di Milano ha effettuato, su delega della Procura, perquisizioni e acquisizioni nell'ambito di una indagine per frodi delle pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti, che sarebbero, è l'ipotesi investigativa, realizzate dalla società che si è aggiudicata l'appalto per la gestione del centro. Un appalto da 4,4 milioni di euro per un anno di gestione dei 72 posti del centro. Al momento vi sarebbero due indagati, entrambi amministratori della società che ha vinto l’appalto

Le condizioni degli “ospiti”

Le verifiche riguardano anche le condizioni in cui vivono gli stranieri in attesa di rimpatrio. Si tratta di irregolari, senza documento di soggiorno o raggiunti da un provvedimento di espulsione, su disposizione del Questore possono essere trattenuti in via amministrativa. Possono essere trattenuti nel entro di permanenza al massimo per sei mesi, tempo nel quale deve essere eseguita l’espulsione.

Le ipotesi investigative

Le ipotesi investigative al vaglio degli inquirenti - come rende noto la Procura della Repubblica di Milano in una nota - riguardano episodi di frodi nelle pubbliche forniture e la turbata libertà degli incanti, realizzate dalla società aggiudicataria dell'appalto per la gestione del suddetto centro, per le quali si sta procedendo alla notifica delle informazioni di garanzia, oltre che per le responsabilità personali in ordine ai citati reati, anche in tema di responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dal management della società a vantaggio di quest'ultima.

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Gli indagati

Risultano indagati per turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture a carico dell'amministratore di diritto della Martinina srl, Consiglia Caruso, e di quello difatto Alessandro Forlenza, gestore della struttura di via Corelli. A loro, oltre che alla società per la legge 231/01, sono contestate le ipotesi di reato di turbativa d'asta e frodi nelle pubbliche forniture.

Cibo avariato e scaduto

La srl Martinina nell'offerta tecnica presentata nel bando per la gestione del Cpr di Milano assicurava di fornire agli ospiti della struttura pasti realizzati con "cibo consistente in prodotti e materie prime provenienti da produzione biologica, Dop, Igp e tradizionale". Invece - stando dagli accertamenti dei pm Paolo Storari e Giovanna Cavalleri condotti dalla GdF - "in realta' spesso il cibo è maleodorante, avariato e scaduto". E' quanto emerge dal decreto di ispezione locale emesso la scorsa settimana ed è  eseguito oggi dal nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme gialle nell'ambito dell'inchiesta

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La Prefettura

"Nella mattinata odierna la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha disposto un accesso presso la sede del Centro di Permanenza per il Rimpatrio – CPR di Via Corelli in Milano, finalizzato all’acquisizione di documentazione dell’ente gestore della struttura. Nell’ambito della costante ed approfondita attività di monitoraggio esercitata dall’Ufficio Territoriale del Governo presso le strutture governative preposte all’accoglienza ed al trattenimento degli stranieri, nei mesi scorsi erano emerse criticità gestionali a carico del medesimo soggetto. In esito all’esame della documentazione, la Prefettura aveva avviato a carico dell’ente gestore un procedimento amministrativo per la contestazione di talune condotte ritenute contrarie agli obblighi contrattuali. Tale procedimento si è concluso quindi con l’irrogazione della massima sanzione convenzionalmente prevista. La Prefettura di Milano aveva anche provveduto ad informare immediatamente gli Uffici della locale Procura sugli esiti della propria attività, trasmettendole anche la relativa documentazione e fornendo la propria massima collaborazione".

Le reazioni  

"Le perquisizioni e le acquisizioni di documenti in corso al Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Via Corelli a Milano, da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza,  – secondo la senatrice dell'Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi – confermano le nostre preoccupazioni sulla gestione e il funzionamento del Centro, tra cui sulle procedure di erogazione dei servizi e il trattamento dei migranti. Alcuni giorni fa, su segnalazione dell'associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) ho presentato una interrogazione al Ministro Piantedosi nella quale chiedevo quali iniziative intendesse intraprendere per attuare procedure di verifica sulla gestione del Centro di Milano. Da quanto emerso dall'analisi dell'Asgi sul contratto di appalto viene fuori un quadro molto preoccupante con carenze non solo dal punto di vista amministrativo ma, soprattutto, sul rispetto delle persone trattenute e dei diritti fondamentali delle persone".

Majorino (PD)

"Da tempo chiedo la chiusura del CPR di via Corelli, come peraltro ha fatto mesi fa il consiglio comunale di Milano, votando una mozione palesemente ignorata. Le notizie di oggi non fanno che confermare le pesanti criticità già emerse in passato. "Siamo di fronte ad uno spazio opaco- dichiara Majorino- un luogo dove crolla la cultura del rispetto dei diritti umani. Siamo inoltre di fronte ad una clamorosa occasione persa per Milano. Quella struttura potrebbe (come già in passato avveniva) essere nuovamente convertita a luogo per accogliere e aiutare chinon ha un tetto. Mi riferisco alla necessità di far diventare via Corelli uno spazio per cittadini, italiani e stranieri, senza dimora. Ha tutte le caratteristiche per svolgere nel migliore dei modi questa funzione".