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Cronaca

Città della Salute a Milano, tre anni per vedere la fine dei lavori: “Cambierà il sistema sanitario”

Parte a Sesto San Giovanni il cantiere per il polo della ricerca (atteso dal 2015) che ospiterà Besta e Istituto Tumori

Rendering della futura Città della Salute di Sesto San Giovanni
Rendering della futura Città della Salute di Sesto San Giovanni

Ben 660 posti letto e 20 sale operatorie, oltre un milione e mezzo di esami medici e 24mila ricoveri ogni anno, 119 ambulatori e 42 laboratori: sono i numeri, senza pari in Italia, della Città della Salute, il polo sanitario e di ricerca destinato a dare un nuovo volto all’area ex Falck di Sesto San Giovanni, l’area dismessa più estesa d’Europa con i suoi 1,5 milioni di metri quadrati.

La Città della Salute ne occuperà, per l’esattezza, 130mila e per realizzarla occorreranno circa 450 milioni di euro e 3 anni di lavori. Un gigantismo sul quale ci si è soffermati anche ieri, un giorno che, però, è stato del tutto particolare: quello dell’avvio del cantiere. Un giorno atteso più a lungo del previsto, se è vero che in origine la Città della Salute sarebbe dovuta esser pronta nel 2015, l’anno dell’Esposizione Universale di Milano. Poi, a ritardare la realizzazione del progetto, sono stati, tra gli altri fattori, i ripetuti cambi societari che hanno interessato il consorzio che si è aggiudicato l’appalto: il Cisar, ora capitanato da Sorgente Group seguito da Fincantieri, Italiana Costruzioni ed Edison.

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Nella Città della Salute si trasferiranno lIstituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Neurologico Carlo Besta, entrambi oggi nel quartiere milanese di Città Studi. Alla cerimonia di consegna dei lavori hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, il presidente della Fondazione Besta, Andrea Gambini, quello dell’Istituto dei Tumori, Marco Votta, e il direttore generale di Aria, Lorenzo Gubian.

"Si tratta di una grande opportunità per tutta la Lombardia e per il nostro sistema sanitario – ha sottolineato Fontana –. Qui l’Istituto dei Tumori e il Besta troveranno una sede più confacente e tecnologicamente avanzata e si potrà contare su tutti i ritrovati più moderni della tecnologia. È una bella risposta che diamo ai nostri cittadini per fare in modo che la nostra sanità sia sempre ai vertici".

Il primo cittadino di Sesto parla di "momento storico non solo per la città ma, più in generale, per il sistema sanitario lombardo. I due presidenti degli istituti ospedalieri, Gambini e Votta, si sono detti "già pronti ad affrontare questa importantissima e attesa sfida", mentre il direttore generale di Aria, Gubian, ha evidenziato come "l’impegno costante di tutte le parti chiamate in causa abbia consentito di arrivare al traguardo". "La Città della Salute e della Ricerca – si precisa nella nota diramata da Palazzo Lombardia – opererà in sinergia con la rete ospedaliera esistente".

Critico Michele Foggetta, consigliere comunale sestese di opposizione (Alleanza Verdi Sinistra), che prende di mira il governatore e il sindaco: "Stupisce vedere Fontana e Di Stefano festeggiare l’inizio dei lavori per il cantiere della Città della Ricerca e della Salute quando entrambi aderiscono ad un partito che non l’avrebbe voluta. Il sindaco parla di momento storico per la città ma non dice che se fosse stato per lui avrebbe sostituito il progetto con lo stadio del Milan o glielo avrebbe piazzato affianco".