Chiara Ferragni e lo scandalo Balocco: “Sono a disposizione delle autorità per chiarire”. Poi va in montagna

L’imprenditrice digitale, Ad delle aziende Tbs Crew e Fenice Srl, fuori dallo studio dei legali dice: “Ho fiducia nella magistratura”. Della Valle (Tod’s): “Con noi correttissima”

A sinistra, Chiara Ferragni fuori dallo studio dei suoi legali (da un reel dell'account Lagiornatadeivip_). A destra, in vacanza con mamma, sorella e figlia
A sinistra, Chiara Ferragni fuori dallo studio dei suoi legali (da un reel dell'account Lagiornatadeivip_). A destra, in vacanza con mamma, sorella e figlia

Milano – Mentre trascorre qualche ora di svago sui monti con la sorella Valentina, la mamma Marina Di Guardo e i figli Leone e Vittoria (Fedez grande assente, con relative voci su una crisi di coppia), Chiara Ferragni spiega di essere “a disposizione delle autorità competenti” per chiarire la sua posizione sulla vicenda relativa alla vendita del pandoro Balocco dopo l'apertura di un fascicolo nei suoi confronti da parte delle procure di Milano e Cuneo.

“Ho fiducia nella magistratura”

A comunicarlo è la stessa imprenditrice digitale in una nota, nella quale si legge: “In seguito a continue sollecitazioni ricevute da vari organi di informazione Chiara Ferragni, anche in qualità di Amministratore Delegato di Tbs Crew Srl e di Fenice Srl, ribadisce che risponderà esclusivamente alle autorità competenti a cui conferma la propria fiducia ed è a loro disposizione per chiarire quanto accaduto”. Poche ore prima era avvicinata da un giornalista fuori dall’ufficio dei suoi legali, protetta dalla guardia del corpo, cui aveva detto di aver “fiducia nella magistratura” e di aver già detto tutto. 

Low profile

Insomma, non vedremo molto presto interviste sul tema da parte della protagonista principale, che decide di intraprendere la strada (forse consigliata dalla super agenzia di comunicazione Community, che dovrebbe aiutarla a ricostruire la sua reputazione) del low profile e del far come se niente fosse. E dunque sul suo profilo tornano i post e non più solo le stories, che hanno scadenza, ma con sezione commenti chiusa per evitare la valanga di critiche. E tornano i soliti contenuti: bambini, vacanze… 

Il punto sullo scandalo Balocco

Ferragni risulta indagata a Milano per truffa aggravata da minorata difesa nell’inchiesta sul caso del pandoro Balocco e della falsa beneficenza. Insieme all’imprenditrice digitale è indagata, con la stessa ipotesi accusatoria, anche l’amministratrice delegata dell’azienda dolciaria piemontese Alessandra Balocco. 

Il Codacons (l’associazione di consumatori da cui è partita l’inchiesta della magistratura) ha lanciato una class action contro l’imprenditrice digitale per conto di tutte le parti lese dai presunti illeciti, volta a far ottenere ai consumatori che hanno acquistato il pandoro Balocco "Pink Christmas” il rimborso delle maggiori somme pagate. 

Le procure italiane alle quali era stato inviato l’esposto del Codacons stanno trasferendo i fascicoli modello 45 – quindi ancora senza indagati né ipotesi di reato – a quella di Milano. E intanto i brand che collaboravano con l’influencer continuano a fare passi indietro. Dopo Safilo e Coca-Cola, che per prime hanno deciso di allontanarsi in seguito allo scandalo, il brand Monnalisa – che produce abiti per bambini – potrebbe essere il prossimo.

Balocco e lo zucchero rosa

Intanto nelle scorse ore il Codacons ha fatto sapere di aver ricevuto una lettera di Balocco, tramite i suoi legali, con cui l’azienda avrebbe spiegato le proprie ragioni nel caso del pandoro “Pink Christmas”. Nella missiva, riferisce lo stesso Codacons, i legali hanno spiegato che il prezzo più alto rispetto al normale pandoro (era venduto a 9,37 euro anziché 3,68) era dovuto alla presenza di “elementi peculiari” fra cui una “bustina di polvere rosa ed uno stencil in cartoncino alimentare da utilizzare per la decorazione del pandoro”. Ma secondo i consumatori questo non giustifica “un rincaro di prezzo al pubblico del +154%”. E ancora, Balocco sostiene che “né sulla confezione, né sul cartiglio, né tantomeno sul materiale espositivo erano presenti indicazioni relative alla destinazione di una percentuale del ricavato (o di un importo fisso) a favore della ricerca terapeutica”. Infine, Balocco avrebbe sostenuto la campagna natalizia 2022 avviata in collaborazione con Chiara Ferragni “è stata deludente e ha prodotto una perdita in termini di marginalità”, motivo per cui nulla sarebbe è dovuto ai consumatori”. Il Codacons promette di agire formalmente verso l'azienda nelle opportune sedi civili e penali per far risarcire tutti gli utenti lesi dagli illeciti emersi.

Della Valle prende tempo

Mentre, come detto, alcuni brand hanno già abbandonato la barca, chi prende tempo è Diego Della Valle, ad di Tod's nel cui cda siede l'imprenditrice influencer. “Aspettiamo che la magistratura ci dica cosa è successo, quando lo dirà prenderemo una posizione precisa e coerentissima. In un Paese civile ci sono i tribunali che stabiliscono chi ha torto o ragione, se ci vogliamo sostituire ai tribunali diventa complicato”.

"Con noi - ha puntualizzato - è sempre stata correttissima e molto collaborativa, quando c'era da sponsorizzare qualche progetto sociale lo ha sempre fatto”.

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