Baby Gang, il trapper fa ricorso contro gli arresti domiciliari: “Ho sparato solo per paura”

Il cantante ha aperto il fuoco contro un conoscente lo scorso gennaio, ma dice di averlo fatto perché l’uomo stava cercando di entrare in casa sua. Con la misura cautelare è a rischio il concerto di maggio al Forum di Assago.

Baby Gang (Zaccaria Mouhib, 22 anni) nell'ultima fotografia caricata sul suo profilo Instagram
Baby Gang (Zaccaria Mouhib, 22 anni) nell'ultima fotografia caricata sul suo profilo Instagram

Il trapper Baby Gang, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, ha fatto ricorso contro la decisione del tribunale di Milano di metterlo agli arresti domiciliari per aver sparato a un suo amico – tale si era definito la vittima – all’interno della propria abitazione  la sera del 20 gennaio scorso. Il cantante, che ha 22 anni, afferma di avere fatto fuoco per legittima difesa perché il conoscente stava tentando, dopo essersi arrampicato sul balcone, di entrare “dalla porta-finestra” della casa del cantante e lui era “intimorito dalla sua aggressività”.

L’avvocato del trapper, Niccolò Vecchioni, ha prestato quindi ricorso contro l’atto di appello al Tribunale del Riesame, che dovrà fissare udienza per decidere. Per quel colpo sparato, a fine gennaio i giudici della settima penale, che hanno già condannato Baby Gang a 5 anni e 2 mesi nel processo per una sparatoria nell'estate 2022 in una zona della movida milanese, hanno aggravato la precedente misura cautelare dell'obbligo di dimora a Lecco, dove vive.

Il pubblico ministero Francesca Crupi, titolare delle indagini sugli scontri tra bande di trapper, aveva chiesto i domiciliari per il “pericolo di reiterazione di fatti analoghi” e i giudici avevano evidenziato la “pervicacia” di Baby Gang nel “procacciarsi e utilizzare” armi, oltre alla sua “inaffidabilità”.

Quella sera, però, secondo la ricostruzione del difensore, “l'imputato veniva contattato ripetutamente al proprio citofono” dal conoscente “che pretendeva di accedere all'abitazione”. E il trapper, sapendo che lui era “persona molesta e spesso in preda ai fumi dell'alcol”, l'aveva tenuto fuori casa.

Il giovane, però, è riuscito ad arrivare fino al balcone e il cantante “turbato dalla sua azione sconsiderata, impugnava una pistola ad aria compressa ed apriva la finestra sparando (...) colpendolo alla gamba sinistra”. Il trapper subito dopo avrebbe anche prestato “soccorso" al ragazzo, che in un primo momento non ha voluto farsi portare in ospedale.

Lo stesso giovane “ha riconosciuto di aver posto in essere le condotte minacciose ed aggressive” e per il difensore, dunque, vale la scriminante della legittima difesa. Ora, segnala la difesa, “tutti i progetti lavorativi del Mouhib, che costituiscono il fulcro del suo percorso di reinserimento sociale, sono stati letteralmente travolti dalla decisione del Tribunale”. Negate le autorizzazioni previste, è a rischio anche il suo concerto di maggio al Forum di Assago.

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