
Il saluto dei colleghi a Battista prima della pensione
Lodi, 29 agosto 2025 – Il vicequestore della Questura di Lodi Alessandro Battista lascia la Polizia dopo 40 anni: “Un punto di riferimento per la città”. Si è svolto questa mattina 29 agosto 2025, nella sala riunioni della Questura di Lodi, il saluto di commiato al vicequestore della Polizia di Stato Alessandro Giuseppe Battista, per oltre vent’anni alla guida della Squadra Mobile lodigiana. Dal 1° settembre 2025, dopo una carriera lunga quarant’anni, il dirigente andrà in pensione. Nato a Milano nel 1965, Battista entrò in Polizia nel 1985, a soli 20 anni. Dopo i primi incarichi a Brescia, passò alla Squadra Mobile di Milano, dove lavorò per oltre un decennio, in particolare nella sezione Omicidi, distinguendosi in indagini di rilievo, come il celebre “Giallo di via Montenapoleone”.
L’approdo a Lodi
Nel 1999 il trasferimento a Lodi, dove ha guidato ininterrottamente la Mobile per oltre 25 anni, un caso raro nel panorama nazionale. Tra le indagini che hanno segnato la sua carriera nel Lodigiano, spiccano quelle sull’omicidio di Lavinia Ailoaiei (2013), il delitto che sconvolse l’opinione pubblica e che portò all’arresto di Andrea Pizzocolo, e numerose operazioni antidroga e contro bande criminali, tra cui “Acetilene Express”, “Second Generation”, “Akron” e “Whatsout”.

Il curriculum
La sua esperienza, unita a rigore professionale e qualità umane, gli hanno valso numerosi riconoscimenti, tra cui encomi, medaglie al merito e premi istituzionali. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Criminologia Forense, ha svolto anche incarichi di docenza e formazione. Durante la cerimonia, colleghi, rappresentanti delle istituzioni e amici hanno voluto tributargli un caloroso applauso.
L’elogio
Il questore di Lodi, Pio Russo, lo ha definito “un indiscutibile punto di riferimento, capace di affrontare con competenza e umanità i casi più complessi, sempre disponibile oltre l’orario di servizio e sempre al fianco della comunità”. Con emozione, Battista ha salutato quella che ha definito la sua “seconda famiglia”, la Polizia di Stato, lasciando in eredità un modello di dedizione e professionalità che ha segnato un’epoca per la Questura di Lodi.