Una ricorrenza nella tristezza. Sant’Angelo ha celebrato il patrono. Giovanna nel pensiero di tutti

Sul sagrato della chiesa parrocchiale la tradizionale benedizione degli animali, poi il pontificale. Rimosso lo striscione contro stampa e televisioni che era stato collocato davanti alla pizzeria.

Una ricorrenza nella tristezza. Sant’Angelo ha celebrato il patrono. Giovanna nel pensiero di tutti

Una ricorrenza nella tristezza. Sant’Angelo ha celebrato il patrono. Giovanna nel pensiero di tutti

Saracinesche abbassate e profonda tristezza anche ieri in via XX Settembre, a Sant’Angelo Lodigiano, davanti alla pizzeria e all’abitazione di Giovanna Pedretti, la donna di 59 anni trovata senza vita domenica sulle rive del fiume Lambro. Lo striscione che chiedeva ai giornalisti di andare via e che era collocato di fronte al locale è stato rimosso. Per le strade e nei bar si riscontra ancora rabbia per la morte della ristoratrice, proprietaria della pizzeria Le Vignole. La donna aveva postato su Facebook una sua risposta ad una recensione Google contro il suo locale. Tale recensione denunciava la presenza di gay e disabili tra la clientela, considerando questo come un aspetto negativo. Giovanna aveva risposto alla recensione, scrivendo come per il suo locale accetta tutti, senza fare differenza per gusti sessuali, tanto meno per la disabilità, invitando il cliente a non tornare più. Il livello becero della recensione, e la civiltà della risposta di Giovanna, avevano destato interesse, sia sui social che tra la gente comune nella vita reale.

Tra venerdì e sabato della scorsa settimana però avevano iniziato a diffondersi i primi dubbi: sempre sui social si è cominciato a discutere della veridicità della recensione, con alcuni che sostenevano che fosse falsa, se non costruita direttamente dalla stessa Giovanna. Questa posizione è stata sostenuta, con sicurezza, anche da figure note, quali Lorenzo Biagiarelli, chef televisivo e food blogger, e dalla sua compagna Selvaggia Lucarelli, opinionista e personaggio televisivo, molto seguita sui social. Questo ha amplificato ancora il caso, creando involontariamente una “tempesta di fango” contro Giovanna, travolta da insulti sui suoi social, accusata di aver creato una finta recensione sfruttando i temi dell’omofobia e dell’abilismo. Domenica il ritrovamento del corpo. Il suicidio è l’ipotesi più accreditata.

In questo clima ieri Sant’Angelo ha celebrato il suo patrono, Sant’Antonio Abate e il pensiero nelle menti di tante persone è andato a Giovanna. La tradizione della festa, e le più di mille offelle offerte, hanno però regalato un attimo di sollievo ai molti presenti in piazza, venuti alcuni con i propri animali domestici per la tradizionale benedizione degli animali impartita dal parroco don Enzo Raimondi. Nel pontificale delle 18 nella Basilica il sacerdote non ha dedicato alcun passaggio, durante la sua omelia, alla tragedia che ha coinvolto la sua comunità. Si è limitato a sottolineare come "non bisogna rispondere all’odio con l’odio" ma senza che ci fosse un esplicito riferimento alla morte della ristoratrice. Il sacerdote invece ha dedicato qualche parola al momento che sta vivendo l’amministrazione comunale “commissariata”, auspicando l’arrivo presto di un sindaco eletto democraticamente che possa ascoltare meglio le esigenze della popolazione. La parrocchia nelle giornate di lunedì e ieri aveva già comunque già organizzato due momenti di preghiera per la 59enne che avevano registrato grande partecipazione di amici e fedeli.

L’argomento della morte di Giovanna era però tema comune, sia in strada che nei bar del paese, con varie opinioni: da chi accusava la stampa, chi i social, chi la stessa Lucarelli e il compagno. Sempre ieri si è tenuta l’autopsia sul corpo di Giovanna, un primo passo per cercare di capire meglio cosa è successo. La cittadinanza di Sant’Angelo ricorda però con affetto Giovanna, sia per la sua pizzeria sia per il suo attivismo in campo sociale, in supporto di persone disabili e più fragili, con iniziative come la “pizza sospesa”: sostanzialmente un cliente poteva pagare una pizza in più che veniva poi data a chiunque la chiedesse. Il marito di Giovanna, la figlia e la madre 85enne di Giovanna sono ora raccolti nel dolore, "ancora increduli" come aveva raccontato martedì il loro legale Simona Callegari.