
Da sinistra, Francesca Di Bella, Enrico Bosani, e Andrea Viani del Coordinamento lodigiano per il diritto alla salute
Lodi – “Da gennaio a ottobre di quest’anno ci sono arrivate 80 richieste di ricorsi per il mancato rispetto dei tempi di visite ed esami, diamo 15 giorni di tempo al direttore generale di Asst Lodi per trovare una soluzione o saremo costretti a rivolgerci alla Magistratura”. Andrea Viani, del Coordinamento lodigiano per la salute, ricorda di aver presentato un esposto collettivo il 24 aprile e una nota integrativa il 7 ottobre “per inquadrare il problema”. “Abbiamo pensato che essendo nuovo il direttore generale, avrebbe avuto bisogno di tempo per verificare la situazione – spiega –. A ottobre però abbiamo capito che tutto è rimasto invariato. Ora gli abbiamo scritto una lettera contestando il criterio utilizzato nella risposta ambigua che ci ha dato. Argomentava il massimo impegno possibile per affrontare la situazione delle liste di attesa, ma solo dal punto di vista quantitativo. Ci ha ribadito che l’Asst risponde alla logica nazionale e regionale”.
“Non contestiamo quanto fatto, ma sosteniamo che il criterio dell’incremento dell’offerta, che ovviamente è meglio di niente, riduce le liste di attesa, ma non risponde al diritto delle persone di essere assistite nei tempi di legge – aggiunge –. L’offerta viene definita in base a valutazioni opinabili di tipo statistico e non sulla base del bisogno reale del territorio. È ovvio che se l’incremento dell’offerta fosse altissimo, potrebbero darci risposte ma, per ora, si arriva solo alla riduzione delle liste di attesa”.
“Riceviamo sempre nuove segnalazioni – rivela Viani –. Chiediamo di intervenire perché ci si lamenta che i medici di medicina generale fanno troppe ricette. Ma tutti gli specialisti, che dovrebbero prendersi in carico il paziente e curarlo, lo rinviano al medico di base. Gli specialisti vanno quindi sollecitati. I medici di base, a loro volta, devono informare i pazienti. E quando il Cup interroga le agende e rileva che la prestazione diagnostica è oltre i tempi, chiediamo l’attivazione di una tutela, cioè di porre in carico il caso, al responsabile unico aziendale dei tempi di attesa per verifiche ulteriori. Il paziente in questo modo non dovrà fare ricorsi. Ci sono persone che in breve tempo hanno dovuto fare 5 ricorsi. Devono fare gli scribacchini per curarsi. E se col ricorso lo spazio si trova, vuol dire che la situazione si può evitare”.