Il percorso è avviato. Quindicimila soffrono di malattie croniche: "Ecco il piano salute"

Il Comune intende avere un quadro definito delle patologie che devono fronteggiare i residenti del capoluogo per cercare soluzioni e un dialogo più proficuo con Asst e Ats.

Il percorso è avviato. Quindicimila soffrono di malattie croniche: "Ecco il piano salute"

Da sinistra, il consigliere delegato Silvana Cesani, il sindaco Andrea Furegato e l’ex dirigente medico ospedaliero Giuseppe Cambiè

Sono state presentate ieri mattina, nella Sala della Musica di Fondazione Cosway, le prime analisi e riflessioni del Piano della Salute Locale, documento che l’amministrazione comunale sta elaborando per registrare, studiare, comprendere e dare risposte alla domanda di salute della città di Lodi. Quello presentato ieri è un “work in progress“, cioè il risultato dei primi studi, che però contiene abbastanza informazioni per fare le prime riflessioni. Le principali questioni che hanno motivato questa ricerca è stata creare una maggiore collaborazione tra Asst, Ats e Comune di Lodi, con l’impegno di quest’ultimo di dare nuova attenzione alla salute dei cittadini, registrando le patologie più comuni, la risposta socio-sanitaria e la salute della cittadinanza in senso totale (prevenzione, cura e post-cura). Le malattie croniche sono quelle quantitativamente più comuni: in Regione Lombardia neè affetto il 30% della popolazione. In particolare, nella fascia 55/64 anni, la percentuale sale al 50%, per arrivare al 74% nella fascia 64/74 anni. Questo vuol dire che a Lodi, con 44.574 abitanti, sono circa 14.981 residenti affetti da patologie croniche. Nello specifico: 3.574 soffrono di malattie cardiovascolari, 3.970 di malattie endocrine, 2.700 di diabete e gli altri per altre patologie, come quelle respiratorie, autoimmuni e tumori. Si calcola anche che il 50% delle persone con patologie croniche ne ha più di una.

Le patologie oncologiche sono l’altro grande argomento del piano, essendo Lodi la prima provincia italiana per morti per tumori, la seconda causa di morte a Lodi dopo le malattie cardiovascolari. Nel 2021 ogni 10mila abitanti sono stati registrati 304 casi. La difficoltà nell’agire qui, rispetto alle malattie croniche, è che mentre quest’ultime sono dovute all’invecchiamento della popolazione, i tumori sono dovuti a un insieme di cause, come qualità dell’aria, alimentazione e stile di vita. Numerosi gli altri temi trattati dal piano, dalla situazione degli anziani. Sono oltre 10mila a Lodi gli over 65, e il piano li chiama “La popolazione dimenticata dalla sanità“, poiché coloro tra questi che non sono autosufficienti non vengono adeguatamente seguiti dall’azienda sanitaria. Alla presentazione di ieri mattina, coordinata dall’ex dirigente medico ospedaliero Giuseppe Cambiè in una Sala della Musica di Fondazione Cosway gremita di persone, erano presenti anche il prefetto Enrico Roccatagliata e il sindaco Andrea Furegato.

"Come amministrazione comunale siamo da tempo intenzionati a lavorare sulla salute dei cittadini, non per andare contro il lavoro delle aziende sociosanitarie, ma per lavorare con loro, insieme" ha spiegato il sindaco. Silvana Cesani, consigliere con delega alla sanità, che ha lavorato attivamente al piano, ha spiegato che "la partecipazione dei cittadini è qui fondamentale, per questo abbiamo costituito l’organismo di cittadinanza attiva Tutela della Salute, chiunque può iscriversi. Un organo per seguire passo passo, con proposte e controlli, i lavori futuri".