Capoluogo in festa per il patrono. Folla ai riti civili e religiosi: "Siamo una comunità che ascolta"

Il messaggio del sindaco Furegato nella cripta: attenti alle necessità delle persone più fragili. Ospiti d’eccezione il ministro Piantedosi e il segretario di Stato della Santa Sede Parolin.

Capoluogo in festa per il patrono. Folla ai riti civili e religiosi: "Siamo una comunità che ascolta"

Capoluogo in festa per il patrono. Folla ai riti civili e religiosi: "Siamo una comunità che ascolta"

Centro della città riempito di persone, ieri, per la festa di San Bassiano, patrono di Lodi, avvenuta ieri. È stata doppia ricorrrenza, perché cadeva il 1650esimo anniversario da quando il santo fu ordinato vescovo di Lodi. Il cerimoniale ha rispettato le tradizioni più amate dai cittadini, aggiungendo però novità che hanno reso ancora più ricco l’evento. Ospite d’eccezione in città è stato innanzitutto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, che ha presieduto anche la messa solenne in duomo. La cattedrale non è riuscita a contenere tutti i fedeli. Nella sua omelia, il cardinale ha portato la vicinanza e il saluto di Papa Francesco, ricordando come "la parola di Dio non cambia nel tempo. San Bassiano è stato tutta la vita in lotta contro l’eresia ariana, diffondendo il vangelo nel territorio lodigiano". Successivamente, il cardinale ha aggiunto che "quando penso a figure come questo santo, comprendo che storie come la sua rincuorano perché, se lui ce la fece in periodi così difficili, anche noi possiamo superare i peggiori mali. La parola che voglio dire, per questa giornata, è semplice tanto quanto sentita: grazie".

In duomo il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti ha invece ribadito che "non daremo adito al sentimento di costante minaccia che ci consegnano i conflitti alle porte d’Europa e nel vicino Oriente. Sono terre in cui risuona la fede cristiana, in sintonia con quella d’Abramo, ahimè non onorata dal riconoscimento del molto che ci unisce rispetto a ciò che può tenerci ancora lontani. I grandi della storia e, ancor prima, la coscienza dei popoli, ci offrono apprezzabili motivi per credere sempre nell’uomo e nella donna, nel loro senso di umanità. Solo l’incontro garantisce la garanzia per non andare perduti. Insieme possiamo reggere alla prova del rispetto per tutti". Altro ospite d’eccezione è stato ministro dell’interno Matteo Piantedosi, che in città era stato prefetto dal 29 agosto 2011 al 9 gennaio 2012. Con lui anche l’ex ministro ed ex sindaco di Lodi Lorenzo Guerini, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi. Il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti, ha accolto anche per l’occasione l’arcivescovo Rino Fisichella, originario di Codogno e pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione. Il pontificale è stato concelebrato anche dal cardinale Oscar Cantoni vescovo di Como, dal vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi e dal vescovo di Brescia monsignor Pierantonio Tremolada. Non sono mancate neppure molte delle principali autorità del territorio e della città: gli assessori del comune di Lodi, molti sindaci del Lodigiano, il presidente della Provincia di Lodi Fabrizio Santantonio, il prefetto di Lodi Enrico Roccatagliata e molti parroci.

In apertura di programma il sindaco di Lodi Andrea Furegato ha declamato il tradizionale discorso alla città nella cripta di San Bassiano. "Oggi la festa è grande, coinvolgente e suggestiva – ha affernato –. Questa cripta è il luogo più antico della città e qui si riafferma il valore dell’impegno a raggiungere le genti, nonostante le difficoltà. Nonostante le paure che si possono avere oggi. Soprattutto vista la situazione globale, il nostro patrono ci ricorda di non lasciarsi andare alle ansie, ma di vincere il timore. Bisogna stare attenti ai vicini, a tutti, giovani e anziani in particolare, accogliendo le loro richieste. La nostra comunità innova, potenzia e ascolta le necessità dei suoi cittadini. Lodi rappresenta una realtà aperta alla cooperazione, ma anche pronta ad aiutare chi è in difficoltà, come l’esempio dell’intervento per le persone che cercano riparo sotto il sotto del ponte della tangenziale. La festa del patrono ricorda l’importanza del camminare insieme tra le difficoltà di ogni tempo". Dopo la messa, tutte le autorità presenti si sono dirette a degustare la tradizionale trippa, offerta in piazza Broletto, momento reso ancora più lieto dalla presenza della banda. Già prima delle 11 la fila era assai lunga, da piazza Broletto raggiungeva quasi corso Vittorio Emanuele. Così piazza Vittoria si è riempita ancora di più. Il cibo è stato un grande protagonista anche delle bancarelle allestite attorno al duomo. La festa di San Bassiano si è confermata anche occasione per incontrare persone che non si vedevano da molto tempo.