PAOLA ARENSI
Cronaca

Assistenza a rischio per 1.500 persone. Medici di base, "c’è una soluzione"

L’Ats e Asst indicano una via d’uscita per i casi di San Rocco e Casalmaiocco: "Stiamo cercando di far mantenere ai tre specializzandi il massimale attuale e, allo stesso tempo, di finire la formazione".

Assistenza a rischio per 1.500 persone. Medici di base, "c’è una soluzione"
Assistenza a rischio per 1.500 persone. Medici di base, "c’è una soluzione"

La dura presa di posizione del sindaco Matteo Delfini di San Rocco al Porto, che questa settimana ha accusato di "immobilismo" la Regione e l’Agenzia di tutela della salute, sul tema dei medici di base nel Basso Lodigiano, ha provocato la reazione di Ats stessa e dell’Azienda socio-sanitaria territoriale di Lodi. I due enti, hanno così comunicato, cosa stanno cercando di fare, in collaborazione con Polis e i referenti del corso di formazione in Medicina Generale del Polo formativo di Asst Lodi, per rimediare a una situazione insolita e alquanto fastidiosa per centinaia di assistiti. "L’obiettivo è ridurre il più possibile i disagi per i pazienti che rimangono senza assistenza in paese" chiariscono. A Casalmaiocco e San Rocco al Porto, ci sono infatti tre medici specializzandi che devono ridurre il numero dei pazienti assistiti, dai canonici 1.500 di un medico formato, a 1.000. E 500 persone a dottore, quindi, rischiano di rimanere “scoperte“, per un totale di almeno 1.500 assistiti. Senza contare la carenza di posti disponibili dagli altri medici operanti nei due centri abitati e la scomodità di dover fare di nuovo domanda per sperare di trovare assistenza. "Stiamo cercando di consentire, a ciascuno dei tre medici specializzandi, (due che operano a San Rocco e uno a Casalmaiocco), di mantenere il massimale degli assistiti già in essere e, allo stesso tempo, di completare il corso di formazione specifica. Questo grazie a piani didattici personalizzati, che permettano loro di conseguire l’idoneità, senza pregiudicare l’assistenza sanitaria nei confronti dei propri pazienti" annunciano Ats e Asst.

"Va precisato che la possibilità per i medici corsisti già incaricati di mantenere il numero massimo di assistiti (scelta che avviene esclusivamente su base facoltativa e volontaria, altrimenti il tetto è fissato in mille pazienti), è una novità introdotta di recente su iniziativa di Regione Lombardia, come ulteriore strumento per far fronte alla carenza di medici di medicina generale, soprattutto nelle aree più periferiche o disagiate – proseguono –. Si tratta peraltro, come noto, di una carenza purtroppo generalizzata a livello nazionale. L’Asst di Lodi, ha inoltre allo studio altri strumenti - come per esempio l’attivazione di Ambulatori Medici Temporanei - per far fronte a ulteriori difficoltà che dovessero manifestarsi in quei territori, anche in previsione del passaggio di consegne e responsabilità sulle Cure Primarie da Ats ad Asst previsto da gennaio 2024. Tale percorso sarà svolto in condivisione con gli altri enti del territorio".