MARIO BORRA
Cronaca

Allarme sicurezza a scuola. Crescono botte e rapine

Aumentano i pestaggi tra studenti per i cellulari o pochi spiccioli "Per il resto Codogno è una comunità tranquilla, escluse solo le truffe" .

Allarme sicurezza a scuola. Crescono botte e rapine

Allarme sicurezza a scuola. Crescono botte e rapine

CODOGNO (Lodi)

Campanello d’allarme per le percosse e le rapine improprie che avvengono soprattutto in ambienti scolastici. L’altra sera, durante la seduta del Consiglio comunale, il sindaco Francesco Passerini ha risposto a un’interrogazione della minoranza che puntava il dito sulla questione del degrado in città allargando il discorso anche ad aggressioni e liti avvenuti nell’ultimo periodo. Il primo cittadino ha ribadito che in città la situazione è sostanzialmente tranquilla, che i numeri relativi agli interventi delle forze dell’ordine e delle denunce sono molto bassi e che ci sono meno casi anche rispetto ai territori vicini.

"Codogno non è l’isola felice ma a tutti sono garantite condizioni di vita sicure e dignitose – ha detto Passerini – Secondo le forze dell’ordine, l’incidenza dei furti al 27 settembre (119 casi, ndr) è sostanzialmente immutata rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso mentre anche gli altri indicatori di microcriminalità sono molto bassi, comprese le rapine che sono in pratica a zero. L’unico reato in aumento sono le truffe". Il sindaco non ha però nascosto un paio di altri dati che non creano allarme ma sono attentamente monitorati. "Sono passati da tre a cinque in un anno i reati relativi alle percosse, mentre sono aumentate le rapine improprie soprattutto per la sottrazione di cellulari a scuola o di pochi spiccioli che si portano i ragazzi in tasca – ha spiegato il sindaco – Questo è sintomo di un disagio diffuso".

Durante l’ultima estate comunque Codogno è rimasta fortunatamente un po’ ai margini rispetto alle liti sfociate in violenza e alle aggressioni che invece hanno colpito Lodi, Sant’Angelo Lodigiano e Casalpusterlengo. A Codogno un episodio è avvenuto un paio di settimane fa in pieno centro, all’esterno di un locale di via Vittorio Emanuele: in quel caso però alcuni litiganti sono stati identificati poche ore dopo e l’esercizio pubblico chiuso per sette giorni per ordine del questore.