Omicidio Bouda, Jimmy ucciso con un colpo alla testa: "Ha pagato la scalata allo spaccio"

Rescaldina, al via il processo alla banda di maghrebini che nel 2022 freddò il 25enne nei boschi del Rugareto

I carabinieri a Rescaldina nei boschi del Rugareto teatro dell’omicidio

I carabinieri a Rescaldina nei boschi del Rugareto teatro dell’omicidio

Omicidio di Jimmy Ouadia Bouda: si apre il processo. Al via in Corte d’Assise a Busto Arsizio il procedimento per la morte dello straniero di 25 anni, ucciso con un colpo alla testa il 4 aprile del 2022 nei boschi del Rugareto a Rescaldina. Alla sbarrra ci sono Mohamed El Moundiry difeso dall’avvocato Roberto Grittini, Elhabib Rahoui difeso dall’avvocato Francesco Paolo Rondena, Abdelatif Bouda difeso da Barbara Ballarati avvocato d’ufficio e Mohamed Hakmaoui difeso da Stefano Banfi sempre avvocato d’ufficio. Questi ultimi due sono ad oggi entrambi latitanti.

La banda di spacciatori maghrebini è accusata di aver preso parte alla sparatoria con fucili e mitragliatori e di aver ucciso il 25enne e ferito un altro nord africano. Mohamed El Moundiry ed Elhabib Rahoui, irregolari sul territorio italiano, erano stati arrestati a novembre del 2022 dai carabinieri della compagnia di Legnano dopo una lunga e difficile indagine del sostituto procuratore Carlo Alberto Lafiandra. È stato possibile arrivare alla banda tramite la fidanzata della vittima che ha fornito alcuni elementi importanti per risalire ai coinvolti che operavano sempre all’interno del bosco per gestire la propria attività di spaccio. Pochi giorni prima di essere ucciso Jimmy si era confidato con la sua compagna facendo nomi e mandandole fotografie della gang di nordafricani che lo volevano morto, spiegandole di andare dai Carabinieri, nel caso gli fosse successo qualcosa.

Nella prima udienza il presidente della Corte Giuseppe Fazio ha raccolto gli elementi di prova e le liste dei testimoni. Sulle intercettazioni è stata disposta la trascrizione con conseguente incarico al perito, previsto per i prossimi giorni. Secondo una sommaria ricostruzione dei fatti Bouda era stato ucciso per aver scalato troppo rapidamente la "scala" dello spaccio nei boschi di Rescaldina. Una volta ucciso la compagna dell’uomo era andata nella stazione di Rescaldina dell’Arma. Così gli investigatori sulla base delle rivelazioni della giovane, avevano acquisito i tabulati telefonici, interrogando diversi testimoni. Sul luogo del delitto erano stati rinvenuti bossoli di proiettili di due differenti calibri.

Secondo i difensori di El Moundiry, l’uomo da loro assistito non avrebbe preso parte all’omicidio. A sparare a Bouda sarebbero state altre due persone della sua banda: il colpo fatale sarebbe partito dalla pistola di Hassan Benkhadra, fuggito in Spagna. Abdelatif Bouda e Mohamed Hakmaoui sono anche loro latitanti.