GIOVANNI CHIODINI
Cronaca

La prima campanella nella scuola delle coltellate alla prof: “Si sta curando, non vede l’ora di tornare in classe”

Abbiategrasso, si apre il nuovo anno all’Istituto Alessandrini, dove il 29 maggio uno studente aggredì Elisabetta Condò durante la lezione

Elisabetta Condò e le armi sequestrate allo studente dopo l'aggressione in classe

Elisabetta Condò e le armi sequestrate allo studente dopo l'aggressione in classe

Abbiategrasso (Milano) – Non c’era la docente Elisabetta Condò ad attendere gli studenti che ieri sono tornati a varcare la soglia dell’istituto Alessandrini alla ripresa del nuovo anno scolastico. "Arriverà presto. Penso che tra qualche settimana potrà tornare a scuola con noi. L’ho sentita. Sta bene e ha tanta voglia di riprendere il percorso avviato con i suoi studenti", ha commentato il preside della scuola Michele Raffaeli.

All’Alessandrini c’è tanta voglia di normalità, voglia di spegnere i riflettori che si sono accesi dopo il fatto dell’aggressione, lo scorso 29 maggio, di uno studente nei confronti dell’insegnante di storia a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico passato. Notizia rilanciata dai media nazionali per la gravità dell’accaduto. Ieri gli studenti di prima sono stati accolti dal preside in aula magna, mentre gli altri si dirigevano nelle loro classi per la ripresa delle lezioni. Nessun accenno al fatto di sangue, che avrebbe anche potuto avere gravi conseguenze.

Nelle concitate fasi dell’aggressione la docente ha difatti rimediato diverse ferite da taglio alla testa, una microfrattura cranica e ferite al collo che, fortunatamente, non hanno reciso l’aorta. Per lei questi sono stati mesi in cui ha dovuto sottoporsi a terapie riabilitative continue e a frequenti visite di controllo. Proprio dall’esito delle prossime visite l’insegnante potrebbe ricevere l’autorizzazione per tornare al lavoro.

La docente non ha mai pensato di lasciare la scuola, dopo quanto è accaduto, né tantomeno la cattedra all’Alessandrini, dove era giunta da pochi anni dopo quelli trascorsi alle scuole medie dei paesi della zona. "Ho scelto di trasferirmi all’istituto Alessandrini di Abbiategrasso proprio perché lo conoscevo come una scuola dell’accoglienza, dell’inclusione, del supporto agli alunni in difficoltà; è un istituto in cui molta attenzione viene prestata all’umanità degli alunni e ai loro percorsi di crescita, in cui la maggioranza dei colleghi e lo stesso gruppo di dirigenza si impegnano a fondo a questo scopo, in cui è attivo uno sportello psicologico tenuto da un professionista capace ed esperto. Penso di essere a mia volta una docente attenta ai bisogni anche emotivi dei ragazzi e aperta al dialogo con le classi" scriveva la stessa docente poche settimane dopo l’aggressione. E ora aspetta solo di riprendere questa sua professione.