PAOLO GIROTTI
Cronaca

Il Museo dei bambini. Lavori quasi finiti: ora è caccia ai privati per gestire la struttura

Legnano, via libera in Consiglio per reperire una soluzione di partenariato

Legnano, via libera in Consiglio per reperire una soluzione di partenariato

Legnano, via libera in Consiglio per reperire una soluzione di partenariato

Passa in Consiglio comunale la delibera sulla ricerca di un accordo con privati per la gestione del museo dei bambini e questa diventa, dunque, la strada maestra da seguire ora che le opere di ristrutturazione dell’edificio di via Pontida sono praticamente concluse e diventa vitale pensare alla seconda fase, quella in cui Kimu - questo il nome scelto per il Kids Museum - dovrà funzionare a pieno regime.

È stato l’assessore alle Opere pubbliche, Marco Bianchi, a spiegare in aula che tra qualche mese le opere di ristrutturazione saranno infine concluse. I lavori di recupero dell’area di via Pontida - che in altri secoli ha ospitato i bagni pubblici della città e in tempi più recenti la sede della Cri prima del trasferimento in un nuovo immobile - sono la conseguenza di un investimento complessivo che supera i 4 milioni e 700mila euro: 2.975.000 euro derivano direttamente da fondi Pnrr (Programma di Interventi "Come-in – Spazi e servizi di inclusione per le comunità metropolitane"), 1.100.000 euro dal Foi (il Fondo opere indifferibili) e 695.000 euro da risorse di bilancio. L’opera è quindi finanziata per oltre l’85% con risorse non comunali.

Il percorso museale si articolerà nei due edifici del complesso: l’edificio ex bagni pubblici costituirà l’ingresso con uno spazio per l’accoglienza, dotato di biglietteria e bookshop; una sala "Trame", dedicata alla narrazione e alla lettura; un’area 0-3 anni; uno spazio per piccoli spettacoli, dimostrazioni, incontri e laboratori (al piano superiore) e un bar con dehor. Nell’edificio ex palestra, invece, verrà realizzata una mostra permanente di installazioni dedicate all’acqua, un grande percorso interattivo dedicato al ciclo dell’acqua, una bubbles room, installazioni dedicate all’acqua sotto forma di vapore, uno spazio per mostre temporanee e un "Tube Lab". Tutto bello, tutto da gestire in modo da non trasformare la buona idea in un buco nell’acqua, giusto per rimanere in tema.

Per questo il percorso ufficializzato con la delibera di martedì mira al reperimento di una soluzione di partenariato pubblico-privato (potranno essere utilizzati concessione, locazione finanziaria, contratto di disponibilità o altro), per ottimizzare l’impiego delle risorse tecniche, puntare al trasferimento del rischio ma anche beneficiare delle competenze specializzate e delle risorse finanziarie del settore privato. Ora, tracciato il percorso, non resta altro da fare che verificare in questi mesi, mentre le ultime opere vengono completate, se il tanto agognato settore privato mostrerà interesse a impegnarsi in un’impresa di questo tipo e si metterà dunque al tavolo con l’amministrazione per verificare la possibile creazione del partenariato.