Cozzi e Fratus assolti. L’attacco ai giudici: "Nordio invii gli ispettori"

Interrogazione al ministro della Giustizia di tre parlamentari leghisti "Carriere distrutte, privazione della libertà personale e giunta mandata a casa".

Cozzi e Fratus assolti. L’attacco ai giudici: "Nordio invii gli ispettori"
Cozzi e Fratus assolti. L’attacco ai giudici: "Nordio invii gli ispettori"

"Valutare un’azione ispettiva in relazione sia al procedimento, sia all’operato dei magistrati di Busto Arsizio": a chiederla al Ministro della Giustizia con un’interrogazione sono tre deputati della Lega, Fabrizio Cecchetti, Igor Iezzi e Luca Toccalini, che hanno deciso di entrare a "piedi pari" sull’assoluzione in appello dei tre ex amministratori legnanesi, l’ex sindaco Gianbattista Fratus, l’ex vice sindaco, Maurizio Cozzi, e l’ex assessore alle Opere pubbliche, Chiara Lazzarini, con l’intenzione di riportare in primo piano la condanna in primo grado dei tre, poi annullata in secondo grado. La vicenda, dunque, così come era successo nel 2019 quando i tre erano stati arrestati provocando una eco nazionale e attirando l’attenzione dei media di tutto il Paese, anche questa volta è destinata a superare i confini territoriali per arrivare sino a Roma. Cecchetti, Iezzi e Toccalini hanno depositato la loro interrogazione al Ministero della Giustizia con l’intento di spingere il ministro a "valutare un’iniziativa ispettiva in relazione sia al procedimento, sia all’operato dei magistrati di Busto Arsizio" che hanno gestito le fasi dell’inchiesta "Piazza Pulita". "Una carriera distrutta - scrive Fabrizio Cecchetti in una nota che riassume l’iniziativa dei parlamentari e alla quale sarà chiamato a rispondere il ministro, Carlo Nordio -, la privazione della libertà personale e una giunta, democraticamente eletta, mandata a casa da un’inchiesta rivelatasi un buco nell’acqua, non possono passare inosservate". Fratus, Cozzi e Lazzarini erano stati arrestati la mattina del 16 maggio del 2019 come esito delle indagini dell’inchiesta denominata "Piazza Pulita": con Fratus e Lazzarini costretti ai domiciliari, Maurizio Cozzi aveva anche dovuto trascorrere 40 giorni in carcere a Busto prima di ottenere i domiciliari. I tre erano accusati di aver "manipolato" le scelte di alcune figura apicali in Comune e nelle controllate, il solo Fratus di "corruzione elettorale".

Nel processo di primo grado andato in scena al tribunale di Busto, nell’aprile del 2020, Fratus era stato condannato due anni e due mesi di carcere, Maurizio Cozzi a due anni, e Chiara Lazzarini a un anno e tre mesi. Dopo quattro anni e mezzo, la Corte di Appello di Milano, lo scorso 20 gennaio, ha invece cancellato in un sol colpo le condanne in primo grado, chiudendo la vicenda con l’assoluzione dei tre da tutte le accuse.