Costringe la fidanzata di 16 anni a prostituirsi, ora è caccia ai clienti della baby lucciola

Legnano, per ogni incontro le prestazioni variavano tra gli 80 e i 150 euro. La ragazza ha agito sotto minacce, e poi, dopo qualche rifiuto, sono arrivate anche le botte

Una prostituta (repertorio)

Una prostituta (repertorio)

L’aveva fatta innamorare, forte della sua giovane età. Poi l’aveva costretta a prostituirsi e se si fosse rifiutata minacce e percosse. Una vicenda rotta dal silenzio della sua giovane protagonista, una ragazzina di 16 anni. Adesso la magistratura vuole vederci chiaro: chi sono i clienti della baby lucciola? Questa la domanda che si stanno ponendo in questi giorni anche i carabinieri che indagano sul caso della sedicenne fatta prostituire nel legnanese dal fidanzato di 10 anni più grande. Una vicenda squallida in cui c’è di tutto: sesso, droga, prostituzione, schiavitù psicologica e botte. Le indagini condotte dal pubblico ministero della Procura distrettuale di Milano, Paolo Storari portano verso una cinquantina di clienti di tutti i generi di una età compresa fra i 20 ed i 60 anni che rischiano adesso una condanna da uno a sei anni di reclusione perchè la ragazza, che pagavano per fare sesso, era ed è minorenne.

Ad organizzare gli incontri proprio lui, il suo ragazzo, il ventiseienne fidanzato della vittima che ora, rinchiuso in carcere, non parla. Niente nomi, anche se lui li conosce quasi tutti. Ci sarebbero video, fotografie e altro materiale nel telefono del giovane aguzzino che per tenersi stretta la situazione avrebbe anche minacciato la ragazza di far vedere il materiale in suo possesso a genitori e amici. i contatti fra gli uomini e il suo aguzzino, sarebbero avvenuti tramite il web e da lì gli esperti stanno risalendo alle connessioni e alle Id dei clienti tramite crittografia. Per loro anche l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione.

Per ogni incontro le prestazioni variavano tra gli 80 e i 150 euro. La ragazza ha agito sotto minacce, e poi, dopo qualche rifiuto, sono arrivate anche le botte. Esasperata, la sedicenne aveva deciso di confidarsi con la madre che subito ha chiamato il 112. Da lì l’indagine condotta dalla procura distrettuale di Milano. Martedì scorso l’arresto del giovane che ha deciso di non collaborare.