Clandestino pakistano aggredito e derubato a Busto Garolfo da connazionale

Un uomo di nazionalità pakistana, senza documenti e senza casa, è stato aggredito da un connazionale per rubargli quel poco che aveva. La Polizia locale lo ha accompagnato in ospedale. Storie come questa sono sempre più frequenti nei piccoli paesi dell'hinterland.

Clandestino pakistano aggredito e derubato da un connazionale

Clandestino pakistano aggredito e derubato da un connazionale

Quando lo hanno visto in via Matteotti con il volto tumefatto hanno cercato di avvicinarsi a lui per aiutarlo. Ma quell’uomo, temendo che volessero chiedergli i documenti che non aveva, è scappato di corsa. Una fuga maldestra e inutile, ovviamente, Ieri mattina a Busto Garolfo, poco dopo le 11, la Polizia locale ha raggiunto subito quella persona per capire cosa gli fosse accaduto. Aveva circa 40 anni, era stato colpito al volto con due pugni da alcune ore. Per quale motivo? Ha cominciato a spiegare cosa gli era successo non senza difficoltà con la lingua. Era un uomo di nazionalità pakistana arrivato in Italia da clandestino. Senza documenti e senza una casa. Per la notte si era servito di una panchina all’interno di un parchetto nelle vicinanze.

Ma la notte scorsa un connazionale, anche lui senza un soldo, senza un tetto e senza documenti, lo ha aggredito in piena notte per rubargli quel poco che aveva nello zainetto. Una persona che conosceva, a suo dire. Una guerra tra poveri che vagano senza una meta non solo nella grande metropoli di Milano, ma anche nei piccoli paesi dell’hinterland. Persone arrivate in Italia come clandestini destinati a rimanere sulla strada. La Polizia locale ha chiamato la sala operativa dell’emergenza e urgenza che ha inviato a Busto Garolfo un equipaggio della Croce Azzurra di Buscate. I soccorritori lo hanno accompagnato, in codice verde, all’ospedale di Legnano. Storie come quella che si è verificata ieri a Busto Garolfo sono sempre di più. Era accaduto anche a Magenta, alcune settimane fa, con una famiglia di marocchini che vagavano senza meta per il centro della città. Finché, per fortuna sono stati intercettati da due connazionali che hanno attivato per loro la rete della carità. Un aiuto che non si sta rivelando affatto facile, irto di mille difficoltà burocratiche che rendono le cose quasi impossibili.

Graziano Masperi