Merate, muffa in classe e aule fredde: gli studenti del Francesco Viganò scioperano

Picchetto di protesta al cancello dell'istituto superiore dove i muri sono scrostati, le tapparelle rotte, i termosifoni spenti e alcune uscite di sicurezza bloccate

Due studentesse del Francesco Viganò in protesta fuori dall'istituto

Due studentesse del Francesco Viganò in protesta fuori dall'istituto

Merate (Lecco), 1 marzo 2024 – Uscite di sicurezza bloccate, aule fredde, finestre rotte, bagni inagibili e anche muffa sui muri. Gli studenti del Francesco Viganò di Merate, istituto superiore ad indirizzo commerciale, turistico e informatico, quest'oggi hanno incrociato le braccia e si sono rifiutati di entrare a scuola per protestare contro le condizioni in cui versa il loro istituto. I servizi igienici di un piano non sono utilizzabili perché manca l'acqua, mentre i termosifoni da metà mattina in poi vengono spenti per risparmiare, ma in classe cala letteralmente il gelo.

Per scaldare gli ambienti c'è chi si porta da casa stufette elettriche. Le tapparelle poi sono rotte, non si alzano né si abbassano. I muri sono scrostati, si staccano intonaco e vernice, in alcuni punti si sono formate chiazze di muffa. Ci sarebbero pure problemi di mancanza di sicurezza: alcune porte delle uscite di emergenza risulterebbero bloccate.

Maria Cappucci e Lorenzo Monti, i due rappresentanti di istituto, avevano già segnalato la situazione ai politici e ai dirigenti dell'amministrazione provinciale, anche di recente, nulla però è cambiato. Da qui la decisione dello sciopero, a cui tuttavia non hanno aderito tutti.

Le regazze e i ragazzi che non si sono presentati a lezione hanno allestito un picchetto all'ingresso del Francesco Viganò: hanno esposto cartelli e striscioni, scandito slogan a ritmo di tamburi, acceso fumogeni e esploso pure qualche petardo, senza comunque provocare alcun tipo di problema.