Il prof Carlo Gilardi non fu raggirato: tutti assolti i suoi “protetti”. A pagare è stato solo l’ex badante

Airuno, finisce nel nulla il processo a quattro persone accusate di circonvenzione di incapace. "Il fatto non sussiste"

Carlo Gilardi

Carlo Gilardi

Lecco – Assolti. Nessuno ha approfittato del professor Carlo Gilardi. Nessuna circonvenzione di incapace. Giulia Barazzetta, giudice monocratico del Tribunale di Lecco, ha fatto cadere le accuse contro i quattro imputati alla sbarra che per la Procura avevano attinto denaro dal patrimonio del facoltoso pensionato di Airuno morto lo scorso ottobre, utilizzando contro di lui le sue debolezze.

Assoluzione con formula piena per Abdelmalak Rougui, 42 anni, marocchino; Khalifa Mejbri, 42 anni, tunisino; Nedal Abushunar, 51 anni, cittadino israeliano, tuttora in carcere per altri fatti, e Hichem Horroun, algerino di 47 anni. Soddisfatti i legali dei quattro, gli avvocati Agnese Cattaneo, Pamela Nodari e Andrea Artusi: "È la sentenza che ci attendevamo, non c’erano reati a loro carico", commenta.

La vicenda dell’ex docente e l’inchiesta sui presunti raggiri ai suoi danni è durata anni. Carlo Gilardi venne ricoverato nella Rsa Airoldi e Muzzi il 27 ottobre 2020, secondo l’ex badante Brahim El Mazoury contro la propria volontà. Una scelta che portò a una mobilitazione. Nacque un comitato che chiedeva "la sua liberazione". Poi l’inchiesta della Procura sulle persone che avrebbero raggirato tra il 2015 e il 2019 l’ex docente.

La Procura ipotizzò nei confronti di sette persone – l’ex badante e altri sei cittadini stranieri che a vario titolo erano ospitati da Carlo Gilardi – il reato di circonvenzione di incapace. In udienza preliminare l’ex badante patteggiò un anno e 8 mesi di reclusione, 18mila euro di risarcimento, pena confermata in Appello, mentre nei confronti di un tunisino 40enne venne dichiarato il non luogo a procedere. In cinque così finirono a giudizio davanti al giudice Barazzetta, ma negli scorsi mesi un imputato – originario dell’Algeria– è deceduto.

Nelle diverse udienze sono spuntati i bonifici eseguiti dal professore, cui l’intera comunità ricorreva in caso di difficoltà. Emersero nomi, cifre e bonifici, e qualcuno parlò di Gilardi come "bancomat del paese". L’accusa, condotta del pm Mattia Mascaro, aveva chiesto la condanna a 3 anni per gli imputati: i quattro erano indicati come coloro che avevano ottenuto dall’anziano denaro e ospitalità, approfittando dell’ex docente. Ora l’assoluzione perché il fatto non sussiste. L’unico a pagare è stato l’ex badante.

Di Gilardi si era interessata a lungo la televisione e il suo caso era approdato alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che aveva stabilito che l’Italia aveva violato i diritti dell’ex docente. Da qui, la "liberazione" di Gilardi, che non aveva mai avuto realmente seguito. Il pensionato era morto a ottobre all’età di 92 anni in un hospice.