MONICA GUERCI
Cultura e Spettacoli

E’ morto Dario Zigiotto, il ricordo: “Quella volta con Rudolf Nureyev sul palco del Festival di Villa Arconati”

Ha lavorato per artisti noti così come per festival di periferia, dietro i suoi baffi bianchi aveva un sorriso per tutti

Dario Zigiotto e Giancarlo Cattaneo

Dario Zigiotto e Giancarlo Cattaneo

Bollate, 31 gennaio 2024 - Un signore d’altri tempi. Grandi baffi e un folto caschetto, nelle sue parole, pronunciate o scritte, si intrecciavano sempre gentilezza e cultura. Dario Zigiotto è morto il 30 gennaio all’età di 69 anni, sfinito da una malattia che fra alti e bassi lo tormentava da anni. Il primo lavoro in fabbrica per mantenersi agli studi, poi da bibliotecario al Comune di Bollate, poi all’ufficio Cultura.

Laureato a Urbino, musica e parole erano la sua grande passione, e su queste ha costruito l’intera vita professionale. Tra i fondatori del prestigioso Festival di Villa Arconati, per Zigiotto la svolta arriva quando si mette in proprio e con la sua agenzia di Comunicazione per le Culture e le Musiche come ufficio stampa e management segue artisti del calibro di Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Ivano Fossati, Laura Pausini, solo per citarne alcuni.

Ha lavorato per il Midnight Jazz il festival a Palazzo Mezzanotte, per il Primo Maggio a Roma, per il Club Tenco e per diverse mille altre rassegne. Ha portato a Milano grandi nomi del rock e della world music internazionale da Khaled a Gilberto Gil. Personaggi famosi, colleghi o amici, Dario rispondeva tardi, ma sempre ai messaggi, e ti accoglieva ogni volta con il piacere di vederti. In tanti lo ricordano, ironico e con un sorriso sempre pronto dietro ai suoi baffoni bianchi.

Il funerale si terrà venerdì 2 febbraio alle 11, nella Chiesa di San Martino a Bollate. 

Il ricordo

“Con Dario abbiamo lavorato insieme dieci anni nella seconda metà degli anni '80 e i primi anni '90 dando vita a un Festival musicale quello di Villa Arconati tra i più interessanti e longevi della città metropolitana milanese”, ricorda Giancarlo Cattaneo cofondatore e per anni direttore artistico del Festival. “E’ stato un operatore culturale a tutto tondo dove l'amore per la parola si fondeva a quello per la musica, pur operando in un Comune dell'hinterland il suo sguardo era ampio, profondo e capace d'incontro con ciò che di vivace, nuovo si muoveva nel mondo artistico. Era aperto, curioso e questo gli permetteva di instaurare un dialogo immediato con qualsiasi interlocutore. Per me è stato più di un collaboratore, di un amico un 'fratello acquisito'”. Tra le tante edizioni del festival organizzato nello splendido scenario di Villa Arconati a Castellazzo di Bollate “quella a cui partecipò Rudolf Nureyev fu memorabile”, racconta Cattaneo. “Avevamo un grosso problema da risolvere: adattare il palco dei concerti ad uno spettacolo di danza, che significava alzare le coperture di diversi metri, abbiamo chiamato dei fabbri e appena finiti i lavori si presenta la coreografa di Nureyev pretendendo la copertura del palcoscenico sui tre lati: doveva diventare una grande scatola nera. Un’impresa che pareva impossibile, ci lavorammo tutto il giorno e la notte, ma quando arrivò Nureyev e vide la villa sullo sfondo, bellissima, ci fece smontare l’intera copertura. Mancavano tre ore allo spettacolo, la rabbia per tutti noi fu enorme, mentre Dario cosa fece? Ecco lui si mise a consolare la coreografa in preda a una crisi di panico e pianto disperato. Questo era lui, disponibile, mai scontato, con una grande umanità”.

Al lavoro fino alla fine

Per Zigiotto, l’ultimo è stato un anno difficile, il più duro, nonostante questo non ha lasciato il lavoro fino a quando a potuto. A novembre scorso nel mezzo di nuove cure contro la malattia che “mi ha bloccato e ancora adesso, sia pur con minor peso, mi vessa” scriveva, si dava da fare per promuovere le iniziative che più gli erano care, come la rassegna di arte inclusiva per le periferie “Tu prova ad avere un mondo nel cuore”, il pensiero e l’opera di Fabrizio de André per la salute mentale. Questo era Dario Zigiotto, lascia la moglie e il figlio Luca.