Roma, 13 aprile - L'italia guarda al modello Gran Bretagna che dopo mesi di lockdown duro, grazie a una campagna di vaccinazioni a raffica, riapre negozi non essenziali e pub. Un traguardo che nel nostro Paese è legato anche al piano vaccinazioni e potrebbe arrivare già a fine aprile con il miglioramento dei dati e il passaggio di molte regioni in zona gialla, con conseguente riaperture di locali e ristoranti anche al pubblico. Intanto si allarga il fronte dei favorevoli alla riapertura dei locali (e non solo) con il virologo dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano Roberto Burioni, che su Twitter commenta:  "I dati indicano che il contagio all'esterno è molto raro. Perché, con l'arrivo della bella stagione, non riaprire subito bar, ristoranti e pure teatri all'esterno, non lesinando autorizzazioni? A me - sottolinea il virologo - non dispiacerebbe cenare fuori o assistere a un concerto con il cappotto".

D'altronde anche se l'ultimo decreto esclude teoricamente l'ingresso in zona gialla fino al 30 aprile, è prevista una verifica a metà mese. In quella sede, se la situazione epidemiologica lo consentisse, si potrebbe valutare la possibilità della promozione in fascia gialla delle zone dove la diffusione del virus è più contenuta, con le conseguenti riaperture di bar, ristoranti, cinema e teatri.

Di parere opposto Fabrizio Pregliasco, virologo e docente dell'Università Statale di Milano, secondo cui "I luoghi più a rischio sono i ristoranti a mio avviso, perché ci si toglie la mascherina". In relazione all'ipotesi di imminenti riaperture, come vorrebbe parte della politica  e i gestori delle attività maggiormente penalizzate dal lockdown, Pregliasco ha aggiunto: "Temo un nuovo 'liberi tutti', sono pessimista rispetto a questa possibilità. Un'ulteriore onda è possibile che possa ripresentarsi se non si adottano comportamenti corretti".