Milano - Giorni decisivi per le riaperture, tra frenate e pressing. L'attesa riunione della cabina di regia dovrebbe svolgersi nella prossima settimana (anche se al momento non è ancora fissata una data): al centro del vertice una puntuale analisi dei dati del monitoraggio del venerdì in attesa del report successivo che - probabilmente - sarà decisivo per definire la strategia della ripartenza. Ripartenza che scatterà a tutti gli effetti solo da maggio. Una data chiave potrebbe essere quella lunedì 3 maggio. In un perfetto parallelismo con quanto accaduto l'anno scorso, quando proprio il 4 maggio si iniziò con le prime riaperture (la cosiddetta "fase 2"). Non è però escluso che il governo possa mandare qualche (piccolo) segnale già a fine mese, intorno al 26 aprile. Una delle ipotesi è che si possa ripristinare la zona gialla, "bloccata" fino al 30 aprile dall'ultimo decretoCiò determinerebbe la riapertura dei ristoranti, almeno a pranzo, ma anche – con ingressi contingentati - di musei, cinema e teatri. Il tutto, però, come più volte precisato da Draghi potrà essere ipotizzato solo a fronte di dati solidi, sul fronte dei contagi e della pressione sugli ospedali ma anche dei vaccini. 

Il piano per le riaperture

Mario DraghiIl tema delle riaperture è sul tavolo del governo. La linea degli scienziati ma anche del presidente del Consiglio Draghi è quella di muoversi secondo i dati scientifici. Solo quando saranno vaccinati gli over 80 e le categorie più fragili ci sarà un allentamento delle misure. Il premier sta lavorando (questa mattina ha visto il responsabile dell'Economia Franco) al Def e al nuovo scostamento di bilancio che sfiorerà i 40 miliardi. Si punta soprattutto a dare liquidità alle aziende e si accelera sul 'Recovery', giovedì alla conferenza unificata le Regioni interloquiranno con i ministri interessati (tra questi Colao e Cingolani) e non si esclude di costituire un fondo ad hoc per le opere escluse dal piano. Il Def e il nuovo scostamento di bilancio arriveranno sul tavolo del Consiglio dei ministri mercoledì (domani c'è una riunione ma all'ordine del giorno ci sono leggi regionali e le deleghe ai viceministri) e intanto sul decreto Sostegni si registrano circa 3.100 emendamenti presentati al Senato. Per quanto riguarda il 'dossier' riaperture il premier - come ha spiegato in diverse occasioni - le ritiene possibili solo con l'accelerazione delle somministrazioni dei vaccini. Si dovrebbe arrivare ad una ripartenza per gradi, magari con la possibilità di riaprire le attività di ristorazione e i bar a pranzo. 

 

Il pressing

Nel frattempo non si arresta il pressing politico. Ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha incalzato l'esecutivo: "Dove la situazione sanitaria è sotto controllo per me bisogna aprire già domani" ha detto durante una visita al capo Mind di Expo. In campo anche le Regioni, che faranno pervenire giovedì le proprie proposte.Secondo Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e nuovo presidente della Conferenza delle 
Regioni, bisogna "dare segnali di speranza a ristoranti, bar e palestre". Ma il monito del premier è chiaro: "Riaperture sì, ma in sicurezza". Alla posizione espressa dal presidente del consiglio ha fatto eco anche il ministro Roberto Speranza che ha invitato a "non bruciare le tappe" per non "vanificare i sacrifici e gli sforzi fatti fino a qui". In sostanza: le aperture vanno ponderate attentamente, alla luce della curva dei contagi e dell'andamento della campagna vaccinale. 

Sileri: regioni gialle da maggio

"Guardiamo i dati e difendiamo quello che abbiamo guadagnato, altrimenti rischiamo di aprire in anticipo e di dover richiudere" ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che si è detto "un aperturista con giudizio". Intervenuto ad 'Agora' ha spiegato di essere "a favore delle riaperture", fatte però sulla base dell'andamento di Covid-19 e delle vaccinazioni. Sarebbe dunque un errore "anticiparle prima del 30 aprile. Aspetterei le prossime valutazioni", ha detto, prevedendo la possibilità di allentare le restrizioni a partire da inizio maggio.  "Abbiamo dei dati in miglioramento - osserva Sileri - L'Rt è sceso e verosimilmente continuerà a scendere", quindi "io immagino che consolidando i dati, scendendo largamente sotto un'incidenza di 180 casi ogni 100mila abitanti, a quel punto dal 1 di maggio si può tornare a una colorazione più tenue delle Regioni: le Regioni gialle ovviamente riaprono e qualcuna potrebbe essere bianca", anche se ora "questo non posso saperlo". Anche "riaprire la sera i ristoranti potrebbe essere fattibile. Non dal 1 maggio", puntualizza il sottosegretario, "ma progressivamente di settimana in settimana nel mese di maggio, fino ad arrivare ai primi di giugno con una riapertura modello inglese".  Quella delle aperture deve essere "una data guidata dalle vaccinazioni", insiste Sileri: "Le vaccinazioni proseguono, le dosi arrivano e quando avremo protetto il 75% degli over 80, il 75% dei 70-79enni e tutti i fragili, trovare un 70-80enne in terapia dovrebbe essere un evento molto raro, avremo numeri simili a quelli inglesi" e si potrà pensare via via a riaprire.  

Il nodo dei vaccini e il piano Figliuolo

Tra i parametri per le riaperture - come annunciato dal premier Draghi - determinante sarà anche quello legato alle percentuali delle vaccinazioni. In particolare si presterà attenzione al numero di persone più a rischio "scudate" con il vaccino. Un criterio ribadito dal commissario all'Emergenza Francesco Figliuolo di dare priorita' alle categorie fragili e agli over 80. Il metodo dunque è quello per fasce d'età, molte Regioni stanno terminando di vaccinare i più anziani e stanno procedendo comunque secondo un criterio anagrafico. Anche se ieri il governatore campano Vincenzo De Luca che ha deciso di puntare sulle categorie economiche con AstraZeneca. Una scelta criticata dagli altri presidenti di Regione, da Fedriga a Fontana, anche se con toni non 'barricaderi'. L'obiettivo comunque è quello di evitare di alzare lo scontro ma Figliuolo è stato netto, la necessità di attenersi al piano vaccinale non è una raccomandazione ma una direttiva alla quale si devono uniformare tutti, "nessuna deroga". A oggi (aggiornamento del 13 aprile alle 6) in Italia sono state somministrate 13.286.783 dosi, 4.651.707 delle quali a over 80. 

Somministrazioni vaccino anti Covid per fascia d'età

La campagna vaccinale in Lombardia

Lo stesso Fontana ieri ha sottolineato: "Rispettiamo sempre le indicazioni che ci vengono date. Non abbiamo mai sgarrato: credo che seguire l'età sia importante". "Per quanto riguarda la fascia dai 60 ai 69 anni apriremo le iscrizioni quando avremo coscienza delle prossime forniture, quando sapremo con precisione la quantità di vaccini che ci verrà consegnata", ha precisato il governatore della Regione. La vice presidente Moratti ha parlato della campagna vaccinale per il personale della scuola: "Affronto la questione degli insegnanti in ottemperanza con quanto disposto dal Commissario straordinario generale Francesco Paolo Figliuolo, che ha chiesto la sospensione delle prenotazioni del personale scolastico under 60  - ha spiegato Moratti -. Come Regione naturalmente abbiamo prontamente aderito. Abbiamo deciso tuttavia di esaurire entro la settimana la vaccinazione delle 4mila persone che si erano già prenotate e di mantenere la possibilità di registrazione attiva, così da poterli chiamare quando arriverà il loro turno, in base all'età".

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La curva del contagio

Ma cosa dicono i numeri dell'emergenza Covid? Il bollettino di ieri segnalava 9.789 nuovi casi e 358 morti, con un tasso di positività al 5,1% (ieri 6,2%) con 190.635 tamponi. Buone notizie da Molise, Valle d'Aosta e le province di Trento e Bolzano che non hanno fatto registrare vittime. Ieri la Lombardia è tornata sotto quota mille contagi con 997 casi su oltre 19mila tamponi effettuati (rapporto casi-tampone al 5.2%). A sperare in un ripristino della zona gialla e in un approdo della regione nella fascia di rischio più bassa dopo quella bianca è stato lo stesso governatore lombardo Attilio Fontana: "Siamo in zona arancione ma sono convinto che quando verranno meno i limiti del Governo e si metterà a disposizione la zona gialla, noi sicuramente passeremo in zona gialla a fine aprile" ha detto il  presidente della regione. "Avremo così un altro allentamento. Ma quando avremo vaccinato le fasce più fragili, dai 60enni in su, i grandi problemi saranno finiti. Credo che il virus continuerà a girare ma i rischi saranno contenuti. Qualche limitazione comunque potrebbe rimanere ancora e comunque non farebbe male".   Secondo Fontana, i sessantenni "dovrebbero finire di essere vaccinati entro maggio, ma non abbiamo la programmazione dell'arrivo delle dosi per esserne certi". 

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Italia in arancione

Nel frattempo ieri è scattato il nuovo cambio di colore delle regioni: solo quattro (Campania, Puglia, Valle d'Aosta e Sardegna) sono ancora in zona rossa mentre il resto dell'Italia si trova in fascia arancione dopo la promozione di Lombardia, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana. Con le regole della zona arancione hanno rialzato la saracinesca tutti i negozi, parrucchieri, barbieri e centri estetici e sono tornati tra i banchi gli studenti delle medie e delle superiori (questi ultimi con il 50% della frequenza in presenza).