Monza, baby killer del pusher: per la nuova perizia psichiatrica sono sani di mente

I due minorenni che nel 2020 hanno ucciso con 30 coltellate Cristian Sebastiano tornano a processo ma intanto sono liberi per la scadenza dei termini di custodia cautelare

Cristian Sebastiano

Cristian Sebastiano

Monza, 15 Gennaio 2023 - Sono sani di mente i due baby killer, che tornano a processo ma intanto sono stati rimessi in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare.

A sancirlo la seconda perizia psichiatrica sul 14enne e il 15enne che il 30 novembre 2020 hanno inferto più di 30 coltellate a Cristian Sebastiano, 42 anni, di fronte alla sua abitazione delle case popolari e gli hanno rapinato una dose di cocaina.

A disporre la perizia è stata la Corte di Assise di appello di Milano per il processo bis deciso dalla Corte di Cassazione. Quest'ultima ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Milano di conferma della condanna di primo grado a 14 anni e 4 mesi di reclusione con il rito abbreviato inflitta dal Tribunale per i minori di Milano.

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La motivazione è che i giudici di appello "in assenza di un adeguato supporto scientifico, hanno disatteso le conclusioni della perizia psichiatrica svolta da un esperto nominato dalla stessa Corte minorile secondo cui le condizioni di disagio psichico" dei due baby killer "risultano incidere sulla loro capacità di intendere e di volere".

Erano stati gli avvocati Maurizio Bono e Renata D'Amico di Monza difensori dei due minorenni, a chiedere di approfondire la questione sulla presunta infermità mentale dettata dalle condizioni disagiate di crescita personale e dall'abuso di sostanze stupefacenti fin dalla pubertà.

La Corte di Appello aveva nominato un perito psichiatrico, che ha concluso per una "largamente scemata capacità di intendere e di volere". Secondo i giudici di appello, invece, non risultavano provate "compromissioni psicopatologiche".

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La Corte di Cassazione ha invece annullato la sentenza e rimandato il processo ad un appello bis.

I due nuovi consulenti psichiatrici, però, ora, hanno escluso per entrambi incapacità, anche parziali, di intendere e di volere al momento del fatto o incapacità di rendersi conto di quanto commesso. Per quanto riguarda la presunta intossicazione cronica di droga, assunta da quando erano preadolescenti, i periti hanno escluso danni cognitivi che possano indicare una compromissione del funzionamento mentale. A fine gennaio la perizia psichiatrica verrà discussa al processo e si attende la sentenza bis.