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11 gen 2021

Covid: bollettino coronavirus 11 gennaio. Dati e contagi in Italia e Lombardia

In Italia 12.500 contagi e 448 vittime. In aumento ricoveri e terapie intensive, sale anche il tasso di positività. In Lombardia i casi accertati nelle ultime 24 ore sono stati 1.488 a fronte di 13.356 tamponi, 62 i decessi. + 3 in terapia intensiva, calano i posti letto occupati negli altri reparti. Il rapporto casi-positivi scende al 10,7%

Milano, 11 gennaio 2021 - Sono 12.532 i positivi al tampone per il coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino di oggi 11 gennaio del ministero della Salute. Le vittime sono 448. Ieri i positivi erano 18.627, i morti 361.  Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 91.656 tamponi, secondo i dati del ministero (ieri 139.758). Ne consegue un aumento, seppur lieve del tasso di positvità: oggi si è attestato al 13,6%, a fronte del 13,3% di ieri (+0,3%). A preoccupare è la crescente pressione sugli ospedali: in aumento di 27 unità i pazienti in terapia intensiva, nel saldo giornaliero tra ingressi e uscite. Il totale dei pazienti in rianimazione è ora 2.642. Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva sono stati 168. In crescita anche le altre ospedalizzazioni. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono aumentati di 176 unità, portando il totale a 23.603. Dei nuovi 12.532 contagi, 1.488 (52 dei quali 'debolmente positivi') riguardano la Lombardia, che oggi ha processato 13.356 tamponi. Il rapporto casi-positivi è al 10,7%, contro il 13% di domenica.  I decessi giornalieri sono 62 (tre in più di ieri). Per quanto concerne i ricoveri, in crescita di tre unità le terapie intensive (a quota 462, con 23 ingressi in 24 ore). In calo gli altri ricoveri: - 76 in un giorno, per 3.522 posti letto occupati. 54.507. gli attualmente positivi. Il numero di pazienti guariti/dimessi è salito di 4.717 (421.890 in totale, di cui 3.458 dimessi e 418.432 guariti). La Lombardia è quarta per nuovi contagi giornalieri. Al primo posto c'è l'Emilia-Romagna (1942 casi per 9.632 tamponi), davanti a Veneto (1.715 casi su 11.001 tamponi) e Sicilia (1.587 casi per 8.698 tamponi). 

Bollettino Covid Italia 11 gennaio / Pdf

Bollettino Covid Regione Lombardia 11 gennaio 

La suddivisione dei casi per provincia vede 434 contagi nel Milanese, di cui 142 a Milano città (domenica erano 194). Nel Bresciano 289 contagi, 181 a Varese, 135 a Como, 75 a Bergamo, 74 a Monza Brianza, 65 a Mantova, 46 a Cremona, 43 a Lecco, 29 a Pavia, 20 a Lodi, 6 a Sondrio

Covid, i dati delle province in Lombardia l'11 gennaio
Covid, i dati delle province in Lombardia l'11 gennaio

Allarme rosso in Lombardia

L'arancione sembra avere i giorni contati in Lombardia. Il nuovo Dpcm in arrivo il 16 gennaio riporterà alla zona rossa la regione più colpita dalla pandemia di Covid-19. Un quadro critico, come ammesso dallo stesso governatore Attilio Fontana: "Secondo i nuovi parametri introdotti dal governo ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa - ha spiegato oggi -. Mi auguro che questi numeri si invertano". Il numero uno del Pirellone è tornato sull'indice di contagiosità l'Rt, passato all'1,24. "Stiamo peggiorando e la situazione va monitorata e tenuta sotto controllo. Spero che l'indice Rt, come i ricoveri in ospedale calino, ma questo è solo un auspicio, se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto" ha concluso. Ma non è solo la curva del contagio della Lombardia a preoccupare il governo e il Comitato Tecnico Scientifico. Il virus sta tornando a circolare in tutto il Paese, per questo l'esecutivo è al lavoro per un nuovo decreto, con misure più severe. L'obiettivo è scongiurare una nuova impennata di casi e un aumento insostenibile della pressione sugli ospedali, soprattutto in concomitanza della campagna vaccinale anti-coronavirus. La parola d'ordine è fermare o per lo meno arginare l'avanzata della terza ondata di Covid. "Purtroppo il numero di ricoveri sta aumentando" ha sottolineato il presidente della Lombardia Attilio Fontana e "come hanno detto tutti gli scienziati, incluso il professor Pregliasco, rischiamo di essere in prossimità della terza ondata". Sono dati "che guardiamo con estrema attenzione" ha aggiunto. 

Il nuovo paziente 1: il caso a Milano a novembre 2019

Nel frattempo sono arrivate nuove informazioni sulla circolazione del virus in Italia. Il primo caso diagnosticato di Covid in Lombardia risale, come è noto, al 20 febbraio scorso, quando a Codogno fu individuato il cosiddetto "paziente 1". In realtà il virus circolava sul territorio da mesi prima. Oggi uno studio ha messo in luce il nuovo primo caso italiano: si tratterebbe di donna milanese di 25 anni, cui era stata fatta una biopsia della pelle per una dermatosi atipica, il 10 novembre 2019, prima quindi del bambino milanese, in cui era stata documentata la presenza del virus, ma con un test fatto a dicembre 2019. La scoperta è stata pubblicata sul British Journal of dermatology dai ricercatori guidati da Raffaele Gianotti, dell'Università Statale di Milano, in collaborazione con lo Ieo e il Centro diagnostico italiano. 

Riapertura delle scuole, gli studenti: "Basta Dad"

Oggi è ripresa la didattica in presenza per la superiori in (sole) tre regioni. La Lombardia ha deciso di posticipare il rientro in classe (almeno) al 25 gennaio. Oggi è scattata la protesta degli studenti. A Milano, sotto Regione Lombardia, un centinaio giovani si sono presentati con striscioni, megafoni e cartelli con l'obiettivo di poter consegnare al Governatore Attilio Fontana un documento in cui sono spiegati i motivi per i quali è necessario proseguire l'anno scolastico in presenza. Tra i suggerimenti presenti nel documento c'è anche l'istituzione di presidi medici in ogni scuola, il potenziamento del trasporto pubblico, protocolli chiari e più personale scolastico. Proprio ieri il presidente Fontana aveva parlato di un nuovo possibile rinvio a causa del peggioramento dei dati e dell'innalzamento dell'indice Rt. Inizialmente il 50 per cento dei ragazzi sarebbe dovuto tornare in presenza il 7 gennaio. Ingresso poi posticipato all'11 e nuovamente al 25 gennaio. Secondo il governatore però ci potrebbe essere un ulteriore slittamento. E intanto gli studenti continuano a far sentire la loro voce: "Basta Dad e rinvii, riaprite le scuole superiori".

Protesta contro la Dad: presidio degli studenti sotto Palazzo Lombardia
Protesta contro la Dad: presidio degli studenti sotto Palazzo Lombardia

Campagna vaccinale: fatto il 44,8% di dosi

Prosegue anche la campagna vaccinale. Anche ieri , domenica, 10.328 lombardi hanno avuto l’iniezione antiCovid, fa sapere la Regione nell’ultimo aggiornamento serale (da domani i dati di giornata saranno comunicati la mattina del giorno successivo). La Lombardia chiude la prima settimana vera di campagna vaccinale con 68.828 dosi iniettate, il 44,8% delle 153.720 ricevute, e nonostante il numero assoluto sia uno dei più alti la percentuale rimane delle più basse tra le Regioni (le più popolose delle quali hanno metà degli abitanti della Lombardia). Il neoassessore al Welfare Letizia Moratti a Che tempo che fa ha spiegato che affronterà subito questo dossier: col commissario Domenico Arcuri, per capire se la distribuzione delle dosi "solo in rapporto alla popolazione sia la più corretta", e incontrando i direttori di Ats e Asst "per fare in modo che la vaccinazione in Lombardia sia molto più accelerata e ampia, sulla base delle dosi fornite dal Governo".

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Il Covid-19 non dà tregua in tutta Europa 

Secondo i dati dell’Oms, in Europa i casi di contagio sono 28 milioni e i decessi 622.000 decessi, e tra venerdì e sabato ci sono stati 273.000 contagi e 6.000 vittime. La maggior parte degli esperti indica nelle vacanze di Natale l’origine dell’aumento dei ricoveri ospedalieri. Nel Regno Unito resta in costante rialzo la curva dei contagi, arrivati a 2,9 milioni. In Francia (più di 2,7 milioni di casi) e Spagna (2 milioni) torna a salire la curva dei contagi giornalieri, anche se non ha raggiunto i massimi di novembre. La Germania (1,9 milioni di casi) mostra una certa stabilizzazione dopo settimane di rialzi, ma ha superato i 40 mila morti e la cancelliera, Angela Merkel, ha avvertito che "il peggio deve ancora arrivare".

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