Coronavirus
Coronavirus

Milano, 22 giugno 2020 - E' di 143 casi (93.111 dall'inizio dell'epidemia) a fronte 7.776 tamponi il dato odierno dei nuovi contagi da cornavirus in Lombardia, per un rapporto positivi/tamponi pari all'1,8%. Ieri erano stati 128 con 7.825 tamponi processati e il rapporto era dell'1,6%. I decessi sono invece solamente 3 a fronte dei 13 di ieri e dei 23 di sabato, per un totale di 16.573. Buone notizie sul fronte dei ricoverati che calano in terapia intensiva (-2, 51 in totale) e negli altri reparti (-213, 1. 047 in totale), così come per quanto concerne i guariti/dimessi che nelle ultime 24 ore sono stati 345 (62.900 in totale). "Anche oggi possiamo commentare notizie sostanzialmente positive - evidenzia Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare - in particolare continuano a diminuire i numeri dei ricoverati e dei dimessi, così come va rilevato che tra i 143 nuovi casi positivi, 64 sono riferibili a test sierologici e che, complessivamente 83 sono ‘debolmente positivi’Da specificare anche che due casi riguardano operatori socio sanitari e cinque gli ospiti delle Rsa. I decessi, infine, sono tre”.

Coronavirus Lombardia 22 giugno

I numeri nelle province

E' la provincia di Bergamo quella che fa registrare oggi il maggior numero di casi di Covid in Lombardia, 51 in più rispetto a ieri - anche in seguito a una mappatura importante della popolazione - con il totale dei casi ufficiali che sale a 14.171. In provincia di Milano si registra invece un calo rispetto agli ultimi giorni, con 23 nuovi casi (totale a 24.184), dei quali 15 sono nella città capoluogo (totale a 10.289). Ci sono poi territori come Lecco e Pavia dove non è stato registrato alcun nuovo contagio mentre nelle province di Lodi, Mantova e Sondrio se ne è verificato solamente uno. Questo il dettaglio delle altre province lombarde  Brescia: 15.499 (+20); Como: 4.066 (+13); Cremona: 6.585 (+8); Lecco: 2.817 (nessun nuovo caso); Lodi: 3.558 (+1); Mantova: 3.445 (+1) Monza Brianza: 5.736 (+5); Pavia: 5.542 (nessun nuovo caso); Sondrio: 1.568 (+1); Varese: 3.875 (+18).

Coronavirus province lombarde 22 giugno

Debolmente positivi, solo il 3% di loro è infettante

Cosa significa oggi – in questa fase della pandemia – essere positivi al tampone per il coronavirus? Una risposta arriva con il primo studio italiano, coordinato dall'Irccs San Matteo di Pavia. La ricerca è stata condotta su 280 soggetti clinicamente guariti, risultati positivi con cariche virali basse, e sollo il 3% di loro è risultata infettante. "Il progetto – ha sottolineato il presidente della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia, Alessandro Venturi – si inquadra in una situazione che è molto cambiata in Lombardia rispetto alle prime settimane dopo l'individuazione del paziente 1. Oggi la situazione è molto diversa, come percepito dalle persone comuni. Con questo studio la scienza viene in soccorso delle persone e dà conferme: il quadro è drasticamente cambiato. Anche grazie alla grande responsabilità dei lombardi".

Fontana: "Virus meno violento, ma guardia resta alta"

"I numeri per ora vanno nella direzione di un rallentamento, di una continua riduzione soprattutto della violenza del virus. La cosa più importante è che si riducano sempre di più i ricoveri in ospedale e quelli in rianimazione. E poi quello che dicono alcuni scienziati, che ribadiscono come attualmente il virus appare meno aggressivo e meno forte di quanto non fosse qualche mese fa". Ha commentato così gli ultimi dati il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Centocittà su Rai Radio 1. "La preoccupazione - ha premesso Fontana - deve esserci sempre, bisogna tenere sempre alta la guardia, proprio perché non sappiamo come si evolverà, come si comporterà questo virus, non possiamo lasciarci sorprendere un'altra volta, dobbiamo assolutamente essere attenti".

Fontana: "Errori? Molti, ma non quelli contestati"

Poi, Fontana ha risposto alla domanda se sono stati commessi errori nella gestione dell'emergenza. "Io sono convinto che di errori se ne siano stati commessi molti, sicuramente. Non sono quelli che ci vengono contestati". E ha aggiunto: "Mi ferisce molto quando vengo accusato sulle Rsa, cosa assolutamente non vera perché la delibera andava in una direzione ben chiara ed è stata sostanzialmente usata soltanto da 15 Rsa rispetto alle 710 che ci sono sul nostro territorio. Sono tante le cose che non sono vere oggettivamente ma che mi vengono addebitate ormai come un dato di fatto oggettivo". "Sicuramente un errore che non ripeterei è stato all'inizio, quando si diceva questa è soltanto un'influenza e che io screditavo l'Italia nel mondo. Sarei dovuto andare sicuramente oltre le polemiche e insistere per evidenziare come fossi convinto che la situazione rischiava di essere molto grave" ha detto Fontana. "Poi - ha proseguito - nell'evoluzione ci sono potuti essere degli errori piccoli, medi, grandi, non lo so. Sicuramente abbiamo affrontato una situazione che nessuno conosceva".

Fase 3, stop all'obbligo dei guanti sui mezzi pubblici

Fontana ha inoltre deciso di togliere l'obbligo di indossare i guanti sui mezzi pubblici.  "Rincuorato dai pareri scientifici e dalle nuove raccomandazioni dell'Oms - ha spiegato il governatore lombardo - ho assunto la decisione di togliere l'obbligo sui mezzi pubblici dei guanti in nitrile ma ricordiamoci sempre di lavare e disinfettare le mani". 

Trivulzio, Pregliasco: "Ancora 50 ospiti positivi al Covid"

Migliora la situazione al Pio Albergo Trivulzio. I positivi al Coronavirus sono, ad oggi, "50 su circa 800 ospiti, la maggior parte sono quindi guariti". Lo ha detto Fabrizio Pregliasco, supervisore della più grande residenza per anziani di Milano, davanti alla struttura nel giorno in cui prende il via la sperimentazione delle visite ai parenti. Al Trivulzio, nel periodo dell'emergenza Coronavirus sono stati "circa 350" i decessi "con un aumento del 40% circa rispetto alla mortalità che in questa struttura è abbastanza elevata perché raccoglie persone con grande fragilità", ha aggiunto. 

Inchieste Covid Bergamo: Crisanti possibile consulente pm

Il direttore del dipartimento di Medicina molecolare e virologica dell'Università di Padova, Andrea Crisanti, è giunto in procura a Bergamo per un colloquio con i magistrati che si occupano delle inchieste sulle conseguenze del coronavirus nella Bergamasca. Nei giorni scorsi era circolata l'ipotesi che Crisanti potesse essere nominato consulente della procura che ha aperto numerosi fascicoli: uno sulla mancata zona rossa nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro, a inizio di marzo, l'altra sulla chiusura e la successiva riapertura del Pronto soccorso dell'ospedale di Alzano Lombardo.

Fase 3, zero costi e flessibilità: la spallata di Airbnb

I segnali di ripresa dopo il lockdown ci sono, anche se ancora molto timidi. Un risveglio degli affitti brevi e brevissimi, modello Booking e Airbnb, in una Milano segnata da un turismo ancora quasi inesistente. Trend in lento miglioramento anche per effetto della chiusura della maggior parte degli alberghi, che lascia campo libero: attendono settembre per ripartire, limitando i danni e facendo trascorrere una stagione estiva che sotto la Madonnina rischia di portare più costi che benefici a chi ha elevate spese fisse da sostenere. Consultando le offerte sul sito di Airbnb, per un fine settimana di inizio luglio, si trovano anche appartamenti in zona stazione Centrale a 35 euro a notte, che salgono a 55 in Montenapoleone, superano i 100 euro per gli appartamenti di design in pieno centro. Rispetto ai mesi del lockdown, in generale i prezzi sono in risalita. E le offerte non mancano.

L'analisi: i milanesi restano nei confini regionali

Ville in campagna, case immerse nel verde, preferibilmente senza uscire dai confini della regione. Quest’anno il turismo del lombardi è "local", secondo quanto emerge da una rilevazione di Airbnb sulle ricerche effettuate a maggio sulla piattaforma da parte di persone residenti nella regione. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il 2020 segna infatti un +30% di ricerche di case in campagna, corrispondenti al 10% delle richieste totali degli utenti. L’85% dei viaggiatori lombardi è interessato a mete in Italia, con un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le mete più ricercate sono addirittura all’interno dei confini regionali, seguite dal Trentino Alto Adige. E nella regione le zone più ambite dai turisti lombardi sono Valtellina, Orobie e lago di Como. Crollano la Riviera romagnola e il Salento, per anni nella top ten, e si consolida la tendenza ai soggiorni lunghi.